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30 Novembre 2009

Approccio ortodontico alle trasposizioni dentali

di G. Garattini, E. Bazzini, F. Bridda, E. Capasso


Obiettivi. Lo scopo del lavoro è la presentazione di un caso clinico di trasposizione canino/primo premolare superiore sinistri trattato seguendo le indicazioni della letteratura internazionale. La trasposizione dentale è un’anomalia di eruzione relativamente rara della dentatura permanente, la cui incidenza nella popolazione è pari allo 0,3-0,4%. Può essere completa o incompleta e vede il coinvolgimento, nel 90% dei casi circa, del canino per lo più trasposto con il primo premolare nell’arcata superiore. Tale anomalia colpisce con più frequenza il sesso femminile dal lato sinistro ed è spesso associata ad anomalie dentali quali agenesie, incisivi laterali conoidi e denti ritenuti.
Materiali e metodi. L’eziologia è poco chiara; sicuramente vi è una componente genetica, spesso associata a un evento di natura traumatica. La diagnosi può essere fatta a livello radiologico e, quanto più precocemente si intercetta la trasposizione, maggiori sono le possibilità di impostare un piano di trattamento risolutivo. Spesso, però, la diagnosi è clinica in quanto viene posta tardivamente in dentatura permanente.
Risultati e conclusioni. Il piano di trattamento può prevedere la correzione della trasposizione: la letteratura è concorde nel mantenere l’alterazione se la trasposizione è completa, se il paziente è adulto e se non vi sono particolari esigenze estetico-funzionali. È auspicabile, invece, il recupero fisiologico della posizione degli elementi trasposti se la diagnosi è precoce e sono quindi minori i rischi di interferenze e di riassorbimento radicolare.



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