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07 Novembre 2012

Avulsione dentale: linee guida aggiornate per lo studio

Pubblicato un nuovo documento sulla base della letteratura disponibile per i traumi dentali

di Debora Bellinzani


boccabocca

La rivista Dental Traumatology ha pubblicato le nuove linee guida sulla gestione dell'avulsione dentale: il testo è aggiornato rispetto a quello in uso finora, datato 2007, ed è stato realizzato dall'International Association of Dental Traumatology con informazioni relative alla gestione dei diversi casi di avulsione.
Le linee guida sono un cosiddetto consensus statement ottenuto da una revisione della letteratura scientifica e dalla discussione di gruppi di esperti: il risultato rappresenta l'evidenza scientifica oggi disponibile basata sugli studi di migliore qualità e sull'opinione di professionisti provenienti da diverse discipline.

Dati
L'avulsione rappresenta lo 0,5-3% di tutti i traumi dentali ed è uno degli eventi più seri che possono riguardare i denti; l'esistenza di linee guida chiare e dettagliate in proposito è di fondamentale importanza perché la prognosi di questi eventi è strettamente dipendente dal modo in cui vengono svolte le operazioni di primo soccorso.

I contenuti
Nel documento di poche pagine, in inglese ma molto schematico e comprensibile, è possibile trovare le informazioni essenziali riguardo al primo soccorso e alle modalità di intervento dell'odontoiatra. Tra le informazioni che le persone presenti sul luogo dell'incidente dovrebbero conoscere, e che l'odontoiatra dovrebbe trasmettere ai suoi pazienti, vi sono per esempio l'accortezza di non toccare mai la radice ma raccogliere il dente afferrandolo dalla corona, di lavarlo sotto l'acqua corrente per un tempo non superiore a 10 secondi e, una volta riposizionato nell'alveolo, far stringere un fazzoletto tra i denti per mantenerlo in posizione. Genitori, insegnanti e allenatori dovrebbero conoscere le informazioni basilari e, prima di metterle in atto, sapere che devono accertarsi che il dente avulso sia permanente: un dente deciduo, infatti, non deve essere reimpiantato e dunque nemmeno reinserito nell'alveolo dopo l'evento traumatico.

Informazioni per l'odontoiatra
Le informazioni specifiche per l'odontoiatra sono suddivise in due grandi gruppi, il primo riguardante il trattamento dei denti permanenti con apice chiuso e il secondo dei permanenti con apice aperto; ogni gruppo poi affronta come trattare un dente conservato nell'alveo, quindi con cellule vitali, un dente conservato in un medium fisiologico per meno di un'ora, con cellule probabilmente ancora vitali, e infine un dente mantenuto in condizioni non adeguate oppure rimasto troppo a lungo nel medium, le cui cellule sono molto probabilmente non vitali.

Le linee guida
Nelle linee guida si trovano anche indicazioni riguardo alla prescrizione di antibiotici: si legge per esempio che gli studi sperimentali forniscono indicazioni positive riguardo all'uso di antibiotici topici e che, nel caso di somministrazione sistemica, la tetraciclina è il farmaco maggiormente consigliato per pazienti con età superiore a 12 anni. Altre indicazioni riguardano l'uso di splint, il root canal treatment e la frequenza del monitoraggio radiografico post-intervento, che è consigliato a un mese, tre e sei mesi, un anno e ogni anno successivamente.
Informazioni molto dettagliate, suddivise per tipo di trauma e tipo di dente, sono disponibili con immagini nel ricchissimo sito interattivo http://dental-traumaguide.org/, realizzato dall'Università di Copenhagen e dall'International Association of Dental Traumatology.

International Association of Dental Traumatology guidelines for the management of traumatic dental injuries: 2. Avulsion of permanent teeth
Dent Traumatol 2012;28(2): 88-96.


Leggi anche:
- Palloni, scontri e gomitate: proteggere i denti si può
- La pallanuoto: uno sport sicuro per i denti?
- Sci e snowboard: che cosa si dovrebbe sapere

GdO 2012;10:8-9

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