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06 Ottobre 2015

Adesione tra denti prefabbricati in acrilico e bracket ortodontici. Uno studio londinese ha valutato i vari adesivi da utilizzare

di Lara Figini


Gli spazi nelle zone anteriori - dovuti ad agenesie o a pregresse avulsioni - rappresentano un problema per l'ortodontista, soprattutto da un punto di vista estetico; infatti, il paziente, durante il trattamento, poco si adatta a sopportare questo tipo di deficit.
Nell'ultimo decennio, oltre alle tradizionali soluzioni protesiche parziali rimovibili, sono stati impiegati sempre di più elementi dentali in acrilico preformato.

I principali vantaggi del loro utilizzo sarebbero:

- la facile disponibilità, anche con tonalità che si adattino al colore dei denti del paziente

- l'esclusione di ogni intervento da parte del laboratorio

- il costo relativamente basso.

I denti possono essere inseriti nell'arcata nelle posizioni "libere" e stabilizzati ai fili ortodontici come fossero dei denti naturali.
Tuttavia, l'adesione tra i bracket ortodontici e i denti in acrilico prefabbricati appare incerta.

In effetti l'adesione a questi materiali provvisori è complessa per la loro diversa composizione superficiale; infatti questi materiali non sono intaccati dalla convenzionale mordenzatura con acido ortofosforico.

Sono stati proposti diversi metodi per migliorare il legame tra gli adesivi e tali superfici, come la sabbiatura, la satinatura e la creazione di ritenzioni meccaniche.
In letteratura esistono pochi studi a riguardo; tra essi, uno studio londinese pubblicato sul Journal of Orthodontic di settembre 2015, ha proposto una metodica interessante che si basa sulle colle della serie dei cianoacrilati.

Gli autori di questo studio hanno preso in considerazione 200 denti prefabbricati in acrilico e li hanno divisi in cinque gruppi a seconda della modalità di "incollaggio" del bracket.

Gruppo 1: cementazione del bracket mediante composito (gruppo controllo)

Gruppo 2: cementazione del bracket mediante composito dopo sabbiatura della superficie del dente in acrilico

Gruppo 3: cementazione del bracket mediante composito dopo la creazione di ritenzioni meccaniche sulla superficie del dente in acrilico

Gruppo 4 : cementazione del bracket mediante adesivo cianoacrilato

Gruppo 5: cementazione del bracket mediante Panavia (cemento composito)

Gli autori hanno misurato la forza di adesione, dopo apposite sollecitazioni, sia al momento dell'incollaggio, sia dopo fatica ciclica.

L'adesivo a base di cianoacrilato ha dimostrato - in modo statisticamente significativo - valori di adesione superiori rispetto a tutte le altre tecniche.

Questo adesivo puòessere considerato il materiale di prima scelta in queste circostanze; la sua biocompatibilità dovrebbe essere acclarata, essendo esso ampiamente impiegato in chirurgia estetica per la chiusura delle ferite. Resta da verificare l'efficacia e la durata dell'adesione in ambiente umido, ma la lunghezza limitata dei trattamenti ortodontici potrebbe non porre la questione.

I gruppi in cui èstata eseguita una sabbiatura della superficie resinosa e delle ritenzioni micro-meccaniche hanno mostrato valori di adesione inferiori rispetto al cianoacrilato, ma, comunque, significativamente piùalti rispetto ai gruppi in cui i brackets venivano cementati con composito o con il cemento adesivo tipo Panavia. In conclusione, qualora mancasse il cianoacrilato, le due strategie che determinano una screziatura meccanica della superficie sono quelle da preferire a quelle tradizionali con i soli materiali compositi applicati dopo condizionamento chimico della superificie metacrilica.

A cura di: Lara Figini, Coordinatore Scientifico Odontoiatria33

Bibliografia:

A study to investigate the bond strengths of orthodontic brackets bonded to prosthetic acrylic teeth. Soon HI, Gill DS, Jones SP. J Orthod. 2015 Sep;42(3):192-9

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