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30 Marzo 2012

Ricerca di batteri implicati nella malattia parodontale mediante esame colturale e RT-PCR

di M. Gatti, M.S. Rini, F. Scandurra


Obiettivo
Confronto tra indagine colturale e metodica di reazione polimerasica a catena quantitativa (RT-PCR) del commercio per la rilevazione delle specie batteriche maggiormente implicate nella malattia parodontale.

Materiali e metodi
Lo studio ha valutato il profilo microbiologico di 64 pazienti con parodontite cronica: per ognuno sono stati eseguiti prelievi doppi di placca sottogengivale, in cinque siti per più di un elemento dentale mediante coni di carta sterili, e trasferiti in terreno di trasporto per l'esame colturale e senza terreno di trasporto per RT-PCR.

Risultati
L'esame colturale ha identificato, con la stessa percentuale di presenza della RT-PCR, P. intermedia (68,75%), F. nucleatum (87,5%) e T. forsythensis (50%), in percentuale inferiore P. gingivalis (56,2% vs 68,75%) e A. actinomycetemcomitans (6,25% vs 31,25%). T. denticola (87,5%) è stato ricercato solo con RT-PCR. Le resistenze riscontrate dalle specie isolate sono state in particolare quelle di P. intermedia (72,7%), P. gingivalis (77,7%) e T. forsythensis (37,5%) verso amoxicillina, con percentuali inferiori verso metronidazolo P. intermedia (40,9%), P. gingivalis (38,8%) e T. forsythensis (37,5%). Il 50% dei ceppi di F. nucleatum ha mostrato una resistenza nei confronti di clindamicina e il 44,4% dei ceppi di P. gingivalis ha mostrato resistenza nei confronti di ciprofloxacina.

Conclusioni
I dati ottenuti indicano che la RT-PCR è risultata più sensibile e specifica rispetto all'esame colturale; inoltre, si è dimostrata particolarmente utile per l'individuazione di specie patogene, implicate nelle parodontopatie, non coltivabili o non facilmente distinguibili in coltura, come T. denticola. D'altro canto, l'indagine colturale è l'unico sistema in grado di rilevare più specie batteriche contemporaneamente, evidenziare quelle inattese e soprattutto permettere la valutazione dell'antibiotico-resistenza, che la rendono ancora oggi il gold standard di riferimento per la diagnosi e il monitoraggio della malattia parodontale.



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