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17 Marzo 2016

Ruolo dell'odontoiatra nella diagnosi e nella terapia della Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS)

di Lara Figini


La sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS) costituisce una grave problematica per la salute, provocando una desaturazione dell'ossigeno nel sangue in grado di avviare una cascata di eventi tramite stimolazione di citochine infiammatorie e dell'ormone adrenocorticotropo che possono avere un impatto sulla qualità della vita e portare a potenziali eventi pericolosi per la vita stessa.

Anche se la OSAS colpisce ormai un numero sempre più crescente di individui, solo negli ultimi anni si è riconosciuta l'importanza dell'odontoiatra a fare parte del team multidisciplinare (neurologo, pneumologo, otorino, chirurgo, dietologo ecc.) atto a fare screening e ad intervenire nelle scelte terapeutiche dell'OSAS. Un numero sempre maggiore di studi hanno dimostrato che l'odontoiatra con l'applicazione di dispositivi intraorali può intervenire terapeuticamente nelle forme lievi e moderate dell'OSAS. Si stima che la frequenza di OSAS sia del 4% della popolazione (circa 2 milioni di individui) e che soffrano di semplice russamento circa il 30% degli adulti, percentuale che sale notevolmente con l'aumento dell'età.

I fattori che possono contribuire all'insorgenza di OSAS sono:

  • varie anomalie scheletriche e dei tessuti molli maxillo-facciali (Freedman 2014, Jordan 2014, Rodrigues 2010, Ronchi 2013),
  • disturbi endocrini (Annapurna 2014 )
  • il fumo,
  • l'obesità,
  • fattori genetici (Patino 2013),
  • il consumo di alcol (Franklin 2015),
  • fattori posizionali.

L' apnea ostruttiva del sonno è dovuta al collasso della faringe, responsabile dell'ostruzione delle vie aeree superiori, intermittente e parziale (ipopnea) oppure completa (Apnea) . Caratteristiche comuni di OSAS comprendono ripetitivi episodi di frammentazione del sonno con apnea / ipopnea, ed eccessiva sonnolenza diurna .

In un recente articolo pubblicato su European Journal of Dental Education di Guneri e coll. di febbraio 2016 si parla ampiamente di questa problematica con l'obiettivo di fornire informazioni aggiornate per dentisti in fisiopatologia, conseguenze e trattamento delle OSAS con un dibattito concentrato sulla terapie di quest'ultime mediante un apparecchio orale (OA). In questo articolo si spiegano:

La terapia e il trattamento delle OSAS che consistono in:

  • perdita di peso,
  • cessazione di uso di tabacco e alcol da parte del paziente,
  • terapia CPAP, che consiste in un dispositivo con un gruppo motore che spinge aria filtrata attraverso una maschera facciale (che coinvolge il naso, bocca o entrambi) ad una pressione positiva (vedi foto),
  • una terapia medica, (I farmaci che vengono somministrati per gestire le forme lievi-moderate di OSA comprendono progestinici, acetazolamide teofillina che permette maggiore unità ventilatoria, antidepressivi che stimolano i recettori centrali e inibiscono i recettori periferici della serotonina e gli inibitori della ricaptazione della serotonina che elevano la soglia dell'eccitazione delle vie respiratorie),
  • un intervento chirurgico, qualora fosse necessario, per modificare le vie aeree superiori,
  • la stimolazione elettrica muscolare delle vie aeree superiori,
  • posizionamento di dispositivi intraorali.

Molti pazienti non sono in grado di riconoscere o apprezzare il ruolo di odontoiatria
per questi loro disturbi (OSAS), tuttavia, sarà compito dell' odontoiatra stesso quello di informarsi circa la possibilità di OSA , di esaminare l'ingresso alla zona nasofaringea oltre a eseguire le indagini di routine dei tessuti duri e molli oro-dentali .Il dentista può informarsi sui segni e sintomi di OSA, e deve eseguire una visita odontoiatrica completa anche dei tessuti molli e duri, dei muscoli masticatori e dell'ATM, deve valutare l' occlusione e determinare eventuale bruxismo. Quando necessario, l'odontoiatria dovrà chiedere l'assistenza di altri colleghi professionisti per la valutazione della sonnolenza diurna e la qualità del sonno notturno.

Le caratteristiche orofacciali e dentali associate alla presenza di OSAS sono le seguenti:

  • aumento della circonferenza del collo (≥16 pollici in femmine, ≥17 pollici nei maschi),
  • indice di massa corporea> 30 kg / m2,
  • la mandibola retrognatica,
  • macroglossia,
  • aumentata altezza del viso,
  • lingua smerlata,
  • ipertrofia tonsillare e la diminuzione dello spazio laterale peritonsillare,
  • ugola allungata,
  • palato duro profondo,
  • anomalie nasali,
  • overjet eccessivo

L'odontoiatra come terapia, può progettare e realizzare dei dispositivi intraorali per le OSAS lievi-moderate oppure nei casi di grave OSA, nei pazienti intolleranti alla terapia CPAP, e
che non sono candidati chirurgici .Questi apparecchi intraorali sono progettati per migliorare la pervietà della faringe posteriore elevando la saturazione di ossigeno.

In base al loro meccanismo d'azione vi sono diversi tipi di dispositivi intraorali, (OA). Generalmente la loro funzione è quella di avanzare la mandibola sostenendo
la lingua in posizione anteriore (dispositivo di ritegno linguale- TRD) specialmente nei pazienti edentuli.

Le controindicazioni all'uso di questi dispositivi OA possono includere:

  • grave malattia parodontale,
  • presenza di disturbi temporomandibolari (TMD),
  • grave reflusso faringeo,
  • dentatura incompleta (meno di 6 denti sulle arcate mascellari / mandibolari). Nei soggetti edentuli,
  • ipossia grave,
  • bambini in crescita,
  • gamma protrusiva della mandibola <7 mm con apertura della bocca limitata a 30 mm o meno,
  • nei pazienti immotivati.

Il ruolo dell'odontoiatra nella individuazione e diagnosi delle OSAS è determinante. In molti casi può risolvere la problematica al paziente progettando dei dispositivi intraorali che il paziente deve portare di notte durante il sonno. Ovviamente però il dentista deve conoscere bene l'argomento e sapere come muoversi se vuole eseguire un buon trattamento. Ecco perché l' argomento OSAS , che non è normalmente incluso nel corrente programma di molti corsi di laurea di odontoiatria andrebbe invece inserito di protocollo.

A cura di: Lara Figini, Coordinatore Scientifico Odontoiatria33

Bibliografia:

- Freedman N. Improvements in current treatments and emerging therapies for adult obstructive sleep apnea. F1000Prime Rep 2014:6: 36.

- Jordan AS, McSharry DG, Malhotra A. Adult obstructive sleep apnoea. Lancet 2014: 383: 736-747.

- Rodrigues MM, Dibbern RS, Goulart CW. Nasal obstruction and high Mallampati score as risk factors for obstructive sleep apnea. Braz J Otorhinolaryngol 2010: 76: 596-599.

- Ronchi P, Cinquini V, Ambrosoli A, Caprioglio A. Maxillomandibular advancement in obstructive sleep apnea syndrome patients: a restrospective study on the sagittal cephalometric variables. J Oral Maxillofac Res 2013: 4: e5.

- Annapurna K, Suganya S, Vasanth R, Kumar PR. Prosthodontic approach to treat obstructive sleep apnea. Ann Med Health Sci Res 2014: 4: 481-486.),

- Patino M, Sadhasivam S, Mahmoud M. Obstructive sleep apnoea in children: perioperative considerations. Br J Anaesth 2013: 111 (suppl. 1): 83-95.

- Franklin KA, Lindberg E. Obstructive sleep apnea is a common disorder in the population-a review on the epidemiology of sleep apnea. J Thorac Dis 2015: 7: 1311-1322.

- Obstructive sleep apnoea and the need for its introduction into dental curricula. Güneri P, İlhan B, Çal E, Epstein JB, Klasser GD. Eur J Dent Educ. 2016 Feb ISSN 1396-5883

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