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03 Marzo 2008

Il paradosso di una diagnosi facile ma spesso tardiva

di Anna Maria Melica


Forse un giorno la ricerca riuscirà a trovare il modo di sconfiggere definitivamente il cancro, ma fino ad allora le parole chiave di una lotta rimangono prevenzione e diagnosi precoce.
Per questo motivo ci è sembrato utile tornare sull’argomento anticipando alcuni aspetti particolarmente significativi di un ampio dossier dal titolo “Prevenzione e diagnosi precoce del cancro orale” di Sardella et al. dell’Unità Operativa Dipartimentale di Patologia, Medicina Orale e Geriatria Odontoiatrica dell’Università di Milano in pubblicazione sul n.3/2008 di "Dental Cadmos".

Il cancro orale non è una malattia rara: è tra i primi dieci tumori maligni che colpiscono il sesso maschile, la sua frequenza è più bassa nelle donne ma in costante aumento; il tipo di tumore orale di gran lunga più frequente (>90%) è rappresentato dal carcinoma squamocellulare. Secondo le ultime stime mondiali il cancro orale nel 2002 ha ucciso circa 130.000 persone e come per l’incidenza, anche la mortalità presenta grosse variazioni geografiche. Il numero di soggetti che ogni anno muore per il cancro orale è un po’ meno della metà di quanti si ammalano.
Il numero di morti in Italia nel 2001 correlabili ai tumori dell’orofaringe sono stati 2.886, circa 8 al giorno (dati Oms www.who.org). Il numero di maschi morti (2.175) è pari al triplo di quello delle femmine (711).
“I ricercatori - affermano gli Autori del dossier - hanno più volte evidenziato, in indagini condotte in Paesi con realtà socioeconomiche diverse, che la diagnosi di cancro della bocca viene posta a fatica e tardivamente. Non è semplice condurre un’analisi approfondita di questo paradosso, alla cui base si pongono numerosi e diversi fattori. I cittadini spesso ignorano che il cancro possa colpire anche i tessuti orali. I medici hanno in genere poca familiarità con la semeiotica dei tessuti orali e più in generale con le malattie della bocca. I dentisti e gli igienisti non sempre vengono sufficientemente formati alle tematiche dell’oncologia e della prevenzione delle malattie delle mucose orali compreso il cancro orale.” Per facilitare la diagnosi precoce è indispensabile avere familiarità con le classiche modalità diagnostiche, rappresentate dall’ispezione e dalla palpazione dei tessuti orali.

Si calcola che dal 15 al 60 per cento circa dei tumori orali originano da una leucoplachia, macchia prevalentemente bianca che non può essere allontanata da una manovra di raschiamento. In caso di lesione sospetta il prelievo bioptico di tessuto è ritenuto unanimamente il gold standard diagnostico per il cancro orale. In aggiunta o in alternativa alla biopsia sono state proposte altre tecniche come la brush citology, la colorazione vitale con blu di toluidina, la chemiluminescenza e la colorazione con rosa bengala.
È utile ricordare che, in oltre il 90 per cento dei casi, le neoplasie maligne del cavo orale sono carcinomi (origine epiteliale), in ogni visita è indispensabile osservare cambiamenti di colore, presenza di pigmentazioni o una vascolarità alterata.
La riduzione della prevalenza e della mortalità del carcinoma orale attraverso interventi di lotta ai fattori eziologici e di diagnosi precoce dovrebbe rappresentare, come sottolineano gli Autori del lavoro, una mission prioritaria di odontoiatri e igienisti.

GdO 2008; 3

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