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13 Novembre 2015

Non tutte le sedazioni sono.....coscienti. Le precisazioni del prof. Paglia sul tema

di Luigi Paglia


In merito a questo articolo sulla sedazione in pedodonzia pubblicato da Odontoiatria33, il prof. Luigi Paglia ci scrive chiedendo di precisare, cosa che facciamo volentieri. Uniche precisazioni il fatto che l'articolo dava notizia delle linee guida dell'AAPD, che il titolo di un articolo cerca di sintetizzare l'argomento in poche parole (ma a quanto pare non sempre ci riesce) e la foto è stata scelta dal grafico in base alla banca dati in nostro possesso e non aveva finalità descrittive.

Non possiamo definire tutte le sedazioni così genericamente come nel titolo in questione e nemmeno l'AAPD lo fa.

Se stiamo infatti riferendoci ad un livello ambulatoriale di trattamento, come sembra dal contributo e dalla foto pubblicata , occorre distinguere nettamente la sedazione RA Sec. Langa (con poco N2O e tanto O2 ) la cui sicurezza è garantita dalle sedation-machine (e dove il paziente può essere dimesso dopo 15-20' e può guidare l'auto) da quella E.V. la cui sicurezza dipende oltre che dalla buona professionalità dell'operatore, del team, dalla manegevolezza del farmaco utilizzato e dalla sua capacità o meno di interferire con i riflessi tutelari del paziente.

La sedazione enterale (con benzodiazepine ) è anch'essa molto sicura anche se necessita di accompagnamento del paziente e quindi è meno utile a livello ambulatoriale.

In ogni caso, in un uso ambulatoriale, qualsiasi tecnica sedativa deve garantire il mantenimento dei riflessi tutelari del paziente per poter essere eseguita con sicurezza.....almeno in Italia.

La possibilità che vengano meno in maniera predicibile i riflessi tutelari di tosse e deglutizione deve imporre la presenza di personale specializzato e di un ambiente protetto.(Leggi dell'Anestesista e ambiente protetto).

Le altre forme di sedazione per E.V. che non siano quella cosciente devono, a mio avviso, essere considerate sedazioni moderate/profonde che possono rimanere coscienti ma che possono "scivolare" verso livelli di incoscienza del paziente e richiedere quindi servizi di supporto da parte di personale specialistico e ambenti dedicati.

Per i nostri scopi possiamo distinguere come previsto dall'American Accademy of Pediatric Dentistry quattro diversi livelli di sedazione che richiedono differenti livelli di competenza del team e di caratteristiche dell'ambiente operatorio. Suggerisco quindi di promuovere queste linee perchè molto più aderenti alla realtà italiana.

Luigi Paglia: Head Department of Pediatric Dentistry Istituto Stomatologico Italiano (Milano-Italy)

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