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29 Ottobre 2007

Bambini poco amici dello spazzolino


Sembra impossibile che ancora oggi si possa trascurare il fatto che una buona igiene orale e un corretto stile alimentare praticati fin da bambini evitano il ricorso al dentista negli anni successivi.

Sono molte le ricerche che confermano come bambini e spazzolini da denti non vadano molto d’accordo. Ultima in termini cronologici è quella effettuata nella provincia di Pistoia nell’ambito del progetto di promozione della salute orale e prevenzione delle carie, avviato dall’assessorato per il diritto alla salute della regione Toscana.
I risultati dell’indagine, condotta su di un campione di 694 scolari presenti in 8 strutture scolastiche della scuola primaria selezionati su un campione originario di 6.301 soggetti, sono stati oggetto di un articolo pubblicato sul quotidiano "Il Tirreno". Per realizzare l’indagine è stato distribuito un questionario costruito su quattro semplici domande relative alla frequenza con cui i bambini si lavano i denti, cambiano lo spazzolino, consumano snack e dolci e vanno dal dentista. I risultati riportati dal quotidiano hanno evidenziato una scarsa pratica di igiene orale (il 68,1 per cento dei soggetti effettua un lavaggio meno di due volte al giorno) e una abitudine alimentare complessiva con consumo abbastanza frequente di snack e dolci. In particolare, è stato interessante rilevare che relativamente alla frequenza dell’uso dello spazzolino nella giornata la ripartizione rispetto ai pasti principali è risultata la seguente: 27,6 dopo colazione; 9,1 per cento dopo pranzo; 33,9 per cento dopo cena; 29,4 per cento dopo tutti e tre i pasti. Discreta la frequenza di cambio dello spazzolino (il 59,5 per cento lo cambia ogni 4 mesi) e delle visite odontoiatriche su base annua (46,9 per cento).

“Questi risultati - spiega al giornale Corrado Catalani, responsabile dell’Unità operativa di educazione alla salute - risultano estremamente utili per tracciare orientamenti strategici futuri in termini di prevenzione primaria della carie odontogena: verrà esteso il coinvolgimento alle famiglie in termini formativi e informativi per aumentare, per esempio, dopo il pranzo la frequenza dell’uso dello spazzolino. Appare poi fondamentale il ruolo già svolto dai pediatri di famiglia, i nostri principali alleati nel progetto, nel sollecitare buone pratiche igieniche.”

L’obiettivo del percorso è quello di sensibilizzare i bambini e i loro genitori verso la prevenzione orale.
“Anche da un punto di vista economico - continua Catalani - l’accesso alle cure diventa oneroso anche con i costi tariffati dal sistema sanitario regionale senza contare il tempo impiegato dai familiari, e quindi ore di lavoro perse, per l’accompagnamento del figlio presso lo studio odontoiatrico.” Oltre all’indagine nelle scuole il quotidiano ricorda che è anche attivo a livello regionale il progetto in collaborazione con gli oltre 800 studi dentistici associati Andi, che effettuano a tutti i bambini nati nel 1999 una visita gratuita per verificare le condizioni di igiene orale e che nell’occasione applicheranno, gratuitamente, i sigillanti sui primi molari permanenti presenti nel cavo orale.

GdO 2007; 15

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