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16 Novembre 2015

Double Step Reverse: nuovo protocollo per la rilevazione di impronta con vinilpolisilossano

di Dottori Enrico Manca e Giacomo Derchi, Odontotecnico Umberto Campaner


La presa dell'impronta rappresenta sempre una fase delicata del percorso in protesi fissa e amovibile; numerose tecniche e vari materiali sono stati esaminati con alterni risultati. Lo scopo del presente lavoro è quello di mostrare un nuovo protocollo per la rilevazione delle impronte in polivinilsilossano mediante il sistema Aquasil Ultimate.

La tecnica Double Step Reverse vuole superare il limite della velocità di esecuzione, richiesta dai polivinilsilossani, nella modalità applicativa della Putty-Wash 1-step bicomponente e tutti i problemi conseguenti a una affrettata rilevazione della stessa.

Materiali e Metodi

Per meglio evidenziare i vantaggi di questa tecnica, viene descritta la rilevazione di impronta in polivinilsilossano su 16-17 - con linea di finitura iuxta gengivale - mediante il sistema Aquasil Ultimate costituito da manipolo ad aria compressa per la miscelazione e l'erogazione di Aquasil Ultimate Wash sui monconi e Aquasill Ultimate Tray come materiale per il portaimpronte. La Double Step Reverse prevede che venga soffiato il materiale wash nel solco e sulle preparazioni, lasciato polimerizzare. Solo ora si riempie il portaimpronte del commercio con il materiale tray e lo si posiziona. A polimerizzazione avvenuta si disinserisce l'impronta.

Risultati

Nel rispetto dell'assoluta accuratezza dell'impronta, il nuovo protocollo permette anche in presenza di più monconi di rilevare un'impronta senza che il professionista debba tener conto della maturazione dei polivinilsilossani per il corretto abbinamento di wash e tray. La Double Step Reverse dà agio al professionista di asciugare e coprire di materiale un moncone alla volta in sequenza controllando la presenza di eventuali gemizi, nonché la presenza di saliva. A ciò si aggiunge un maggior confort del paziente dovuto all'utilizzo di materiali meno fluidi che non rischiano di colare in gola al paziente se in eccesso e al minor tempo di permanenza in bocca del tray (3 min).

Conclusioni

Il protocollo DSR è diventato per noi lo statndard in ogni situazione in quanto ci permette un perfetto controllo del campo, la possibilità di intervenire in caso di particolari problemi (gemizi, fluidi crevicolari, presenza di saliva, ...), la drastica riduzione delle bolle presenti sul fine preparazione spesso legate alla modalità di erogazione del wash attraverso la siringa per elastomeri, la scomparsa delle stirature a V che si manifestano per un ritardo nel posizionamento del materiale di spinta (wash con reticolazione avanzata e quindi in fase plastica avanzata rispetto al tray in fase viscosa) oppure dovute ad un non corretto posizionamento del porta impronte (non parallelo alla superficie occlusale o calzato troppo velocemente). A ciò si aggiunga che abbiamo notato una maggior collaborazione da parte dal paziente ed una maggior tranquillità anche durante i 3 minuti in cui il portaimpronte occupo il piccolo spazio della bocca.

Descrizione del caso

Si presenta alla nostra osservazione una paziente con evidenti usure degli elementi diatorici superiori ed in particolare con 16 e 17 trattati endodonticamente. Il 17 si presenta massivamente ricostruito in materiale composito ed il 16 manifesta la frattura della cuspide disto-vestibolare, per cui necessitano di restauro protesico (Fig. 1).


Decidiamo di comune accordo con la paziente di protesizzare i due elementi 16 e 17 realizzando due corone con sottostruttura in zirconio IPS e.max ZIRCAD (Ivoclar) e sovrastruttura in Ceramica stratificata con linea di finitura justa- gengivale. Vista l'altezza del moncone residuo che garantiva stabilità e ritenzione al restauro stesso, si è preferita una finitura del moncone juxta-sovra gengivale in modo tale da gestire al meglio: la rifinitura marginale, l'impronta, il check del margine di chiusura, la cementazione e la rimozione del cemento in eccesso.

Prepariamo i due elementi dentali con linea di finitura juxta-gengivale e poniamo un filo per evidenziare il fine preparazione (Fig. 2).


Realizziamo e proviamo un provvisorio mediante ribasatura diretta di un provvisorio guscio eseguito in laboratorio (Fig. 4-5).


Posizioniamo un filo di retrazione (Ultrapack OO , Ultradent) nel solco (Fig.6) e senza rimuovere il filo stesso soffiamo Aquasil Ultimate Wash nel solco e sul corpo delle preparazioni lasciandolo polimerizzare per 3 minuti come indicato dal produttore (Fig. 7a).

A polimerizzazione avvenuta (Fig 7b), si è calzato lentamente il portaimpronte (del commercio in acciaio liscio con bordo ritentivo predisposto con adesivo per PVS) riempito con Aquasil Ultimate Tray a raccordare e raccogliere il materiale di prima impronta.


Dopo 3 minuti di polimerizzazione, come indicato dal produttore, si è disinserita l'impronta (Fig. 8), la si è controllata sotto microscopio ottico LEICA M400 a 40 X (Fig. 9) alla fine è stata trasmessa al laboratorio.


Dopo le fasi di lavoro presso il laboratorio è stato controllata la chiusura delle sottostrutture sui rispettivi monconi in gesso con microscopio ottico coadiuvato dell'utilizzo di file endodontici da 06 a 150 secondo standard ISO per poter valutare meglio l'ampiezza di eventuali gap (Fig. 10-11-12-13).


Nello stesso modo si è controllato il margine di chiusura in bocca alla paziente aggiungendo la verifica con Fit Cehcker Blue GC prima di inviare nuovamente le sottostrutture al laboratorio per la ceramizzazione. Le corone finite sono state nuovamente controllate lungo il margine di chiusura e, verificata la mancanza di gap superiori a 120 µm ed una estensione massima del gap più grosso pari o inferiore ad 1/10 dell'intero bordo per la corona 16, si è provveduto alla cementazione sotto diga di ogni singola corona (Fig. da 14 a 25).

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