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30 Giugno 2009

Editoriale

di Franco Santoro


È un onore e un piacere aver ricevuto l’incarico della stesura di questo editoriale su una rivista di così alto pregio qual è Protech. L’amico Enrico Gherlone ha voluto che io fossi moderatore del Congresso “Criteri di successo, mantenimento e gestione delle complicanze in implantoprotesi”, manifestazione organizzata dall’8 al 16 marzo alle Mauritius. In tale veste ho preso parte a tutte le sedute scientifiche e quindi ho potuto apprezzare la logica degli interventi di tutti gli oratori che si sono succeduti durante la manifestazione. Le lezioni magistrali di Vinci e Tetè hanno chiarito ai partecipanti qual è oggi lo stato dell’arte dell’implantologia protesicamente guidata e Tetè ha esposto brillantemente qual è il razionale scientifico di tale operatività. In particolare Vinci ha esposto con la chiarezza e la competenza di chi routinariamente esegue tali interventi, le varie tecniche di incremento osseo a scopo implantare, al fine di ottenere posizionamenti ottimali degli impianti a scopo protesico, e Tetè ha offerto splendide immagini di immunoistochimica e di microscopia elettronica esplicite nel chiarire il comportamento sia dell’osso nativo che dell’osso impiantato quando vengono utilizzati a scopo implantare.
Castellucci e Covani sono stati gli attori di una efficacissima sessione mirante a chiarire i limiti del trattamento conservativo di tipo endodontico e l’opportunità invece di rivolgersi alla sostituzione dell’elemento dentario mediante impianti: non si poteva trovare su questo tema intervento migliore dell’eccellenza endodontica di Castellucci contrapposta all’approfondita conoscenza teorica e clinica di tipo implantologico di Covani.
La sessione protesica ha visto sul palco Zarone e Gherlone: Zarone, con la consueta verve dialettica, ha esposto il suo credo protesico proponendo una casistica eccellente e una filosofia protesica rigorosa, mentre Gherlone ha presentato casi di riabilitazioni implanto-protesiche particolarmente complesse risolte in modo brillantissimo utilizzando il concetto del lavoro in gruppo: ogni caso viene valutato e programmato all’inizio dal team composto da chirurgo, implantologo e protesista e quindi si interviene mirando a incrementi ossei e posizionamento degli impianti di dimensioni e orientamenti previsti cosicché il protesista ottimizzi in modo ideale la fase finale con i suoi manufatti. Questo nuovo concetto operativo dimostra come Enrico Gherlone, oltre che eccellente protesista, sia anche un ottimo organizzatore e motivatore.
Le Dottoresse Genovese e Polizzi hanno animato la sessione a loro dedicata con precise e brillanti relazioni sul mantenimento dei soggetti portatori di riabilitazioni protesiche, dimostrando quanto sia importante la figura dell’igienista dentale per mantenere nel tempo il successo di riabilitazioni così complesse.
Infine l’ultimo relatore, Foce, ha presentato casi clinici complessi di grande valenza dal punto di vista parodontale e protesico, palesando profonde conoscenze teoriche e importanti capacità cliniche.
Sicuramente l’ambiente rilassato di questo meeting ha permesso agli oratori di esprimersi con più calma e più tempo rispetto alle normali manifestazioni scientifiche e quindi di trasmettere in modo più disteso e completo il loro pensiero. I partecipanti hanno potuto interloquire spesso con gli oratori e quindi dirimere qualsiasi dubbio inerente le trattazioni, tanto che in certi momenti sembrava di partecipare più che a un congresso a una consensus conference.
Personalmente sono molto soddisfatto, in qualità di moderatore, di aver avuto la possibilità di conoscere e apprezzare colleghi, sia universitari che liberi professionisti, che abitualmente, quale chirurgo orale e implantologo, non ho modo di frequentare. Infine la manifestazione è stata la dimostrazione di come si possano organizzare incontri che prevedano lavori congressuali di alta valenza associati a tempi di svago e di relax. Grazie quindi alla SIOPI per aver organizzato questo poliedrico, gradevole evento.



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