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01 Settembre 2010

Analisi dei metodi di mantenimento dei margini di chiusura nelle protesi senza struttura in metallo

di L. Prosper, P. Consigli, E. Gherlone, E.M. Polizzi


Obiettivi. Verificare su campioni in vitro e osservazioni al microscopio elettronico a scansione (SEM) eventuali danni ai materiali costituenti i margini di chiusura delle corone senza struttura in metallo durante le fasi di mantenimento professionale dell’Igienista Dentale con strumentazione meccanica e manuale.
Materiali e metodi. Ventuno denti estratti, in buone condizioni anatomiche, con linee di finitura a chamfer atti a ricevere cappe cementate in zirconia, allumina e ceramica integrale. I 21 campioni sono stati suddivisi in sette gruppi test e al primo dei sette è stato assegnato il gruppo controllo non trattato. Primo gruppo test (3 cappe: zirconia, allumina, ceramica integrale) trattato con ultrasuoni e punta in acciaio; secondo gruppo test (3 cappe: zirconia, allumina, ceramica integrale) trattato con ultrasuoni e punta in Peek; terzo gruppo test (3 cappe: zirconia, allumina, ceramica integrale) trattato con scaler in acciaio; quarto gruppo test (3 cappe: zirconia, allumina, ceramica integrale) trattato con curette in policarbonato; quinto gruppo test (3 cappe: zirconia, allumina, ceramica integrale) trattato con manipolo anello rosso e gommino morbido; sesto gruppo test (3 cappe: zirconia, allumina, ceramica integrale) trattato con coppette su contrangolo e pasta da profilassi; settimo gruppo test (3 cappe: zirconia, allumina, ceramica integrale) trattato con air-flow e polvere di glicina soft. I movimenti della strumentazione sulle cappe sono stati eseguiti dallo stesso operatore e in condizioni standard. Dopo tutti i protocolli di decontaminazione, le cappe sono state inviate al laboratorio per le osservazioni al SEM.
Risultati. Dalle osservazioni dei risultati al SEM, dalle tabelle (test/controllo) con ingrandimenti 300× e 1000×, sul gruppo test si evidenziano modifiche alla normale tessitura delle superfici dei materiali testati. Con strumentazione meccanica a ultrasuoni, punta in acciaio e scaler in acciaio sono apprezzabili nelle immagini al SEM solchi e graffi tra la normale trama della superficie dell’area ispezionata. Per i campioni test strumentati con punta in Peek a ultrasuoni, le immagini al SEM evidenziano solo leggeri segni. Per i gruppi trattati con presidi destinati alla rimozione di sola placca, le osservazioni non rilevavano modifiche apprezzabili. Nel gruppo 7 strumentato con air-flow e glicina soft, gli ingrandimenti a 1000× sull’allumina e la ceramica integrale lasciavano osservare piccolissimi “crateri” del diametro di pochi micron; sulla zirconia invece non si evidenziava nulla di rilevante.
Conclusioni. Da questo studio gli autori concordano che si potrebbe ipotizzare come trattamento di elezione la sola rimozione della placca (deplaquing), che risulterebbe l’unico tra i presidi valutati a non aver arrecato alterazioni morfologiche e di struttura ai materiali componenti la protesi metal-free. Tuttavia, nel caso in cui si presentasse la necessità di effettuare manovre di rimozione del tartaro adeso alle superfici marginali delle corone, la punta in Peek risulta l’unico presidio consigliato per le sue caratteristiche di efficacia non aggressiva.



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