HOME - SPECIALI - Nuove acquisizioni in tema di placca batterica: come modificarla per renderla meno aggressiva
 
 
28 Giugno 2018

Un dentifricio ideale: realtà o immaginazione?


Le composizioni dei dentifrici sono assai varie; taluni privilegiano l’effetto antibatterico, altri mirano a rinforzare il substrato dentale. Il contenuto in Fluoro rappresenta l’elemento essenziale per soddisfare le necessità di azione contro la placca batterica e per fornire ingredienti essenziali per la re-mineralizzazione del tessuto smalteo. Le altre componenti che spesso si associano sono quelle legate ad agenti disinfettanti, il principale dei quali, la clorexidina, ha purtroppo effetti collaterali che ne sconsigliano un uso prolungato.

Tra gli agenti disinfettanti il triclosano ha avuto alterni successi, la cetilpiridina pare avere effetti interessanti, come interessanti sono i riscontri avuti da agenti naturali come gli olii essenziali e gli enzimi. Per capire queste scelte è bene capire quale sia il ruolo di ciascuna delle componenti non tanto su specifici batteri ma sul coacervo batterico, aggregato in forma di biofilm sulle superfici dentali. 

Contrastare la formazione del biofilm, promuovere lo sviluppo di aggregati batterici non patogeni, in modo da impedire la proliferazione delle specie non patogene: questi i grandi obiettivi, volti a sposare un concetto moderno di eradicazione delle patologie batteriche che affliggono i denti e i loro tessuti di sostegno. 

La scelta di molti produttori è caduta su prodotti naturali; per esempio, l’introduzione del lisozima, enzima contenuto nella saliva, potentissimo disinfettante che alberga nel cavo orale.

Un apporto supplementare con il dentifricio può sinergizzarne l’opera; con analogo meccanismo, ma con l’obiettivo specifico di sfavorire la interazioni mutualmente favorenti tra batteri, sono stati scelti gli altri enzimi volti a demolire quella matrice interbatterica, anima del biofilm che ne sostiene gli scambi energetici, vitali per la loro sopravvivenza.

In uno studio a 14 settimane , Adams et al. (*) , hanno dimostrato che l’impiego di un dentifricio come Zendium fosse in grado di trasformare la flora batterica presente nel cavo orale, inducendo la selezione di batteri non patogeni per il parodonto. Questa trasformazione dell’ecosistema ha permesso una cospicua riduzione della gengivite che affliggeva i soggetti prima dell’inizio della cura.Considerato che nel gruppo controllo dello studio si impiegava dentifricio al fluoro, le deduzioni dello studio furono estremamente semplici: gli elementi addizionali, enzimi e proteine, caratteristici di Zendium, erano in grado di determinare questa trasformazione, corroborando quindi la scelta di inserire tali componenti nella formulazione del dentifricio.  


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(*)S. E. Adams1, D. Arnold1, B. Murphy1, P. Carroll1, A. K. Green1, A. M. Smith2, P. D. Marsh3, T. Chen4, R. E. Marriott1 & M. G. Brading1  A randomised clinical study to determine the effect of a toothpaste containing enzymes and proteins on plaque oral microbiome ecology   Scientific RepoRts | 7:43344 | DOI: 10.1038/srep43344 

 
 
 
 
 
 
 
 

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