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15 Novembre 2016

Complicanze in chirurgia orale: lesioni nervose


Una delle complicanze più temute dagli odontoiatri è rappresentata dalle lesioni ai nervi periferici. Le strutture più frequentemente interessate, all'interno della cavità orale, sono il nervo alveolare inferiore e il nervo linguale. Essendo nervi sensitivi, il loro danneggiamento causa un'alterazione della funzionalità, che si traduce clinicamente nella sensazione di permanenza dell'anestesia o di ridotta sensibilità dell'area di competenza del nervo lesionato. La sintomatologia può anche prevedere dolore e ipersensibilità della zona interessata.

Le manovre maggiormente a rischio per l'insorgenza di questa complicanza sono l'avulsione dei terzi molari inferiori e la chirurgia implantare nei settori latero-posteriori mandibolari. In particolare, i dati presenti in letteratura relativi ai danni nervosi conseguenti all'avulsione dei terzi molari inferiori, attestano il rischio di lesioni al nervo linguale compreso tra lo 0,6 e il 2%, mentre riportano una frequenza notevolmente maggiore per il nervo alveolare inferiore con percentuali comprese tra lo 0,4 e il 25%. Anche una semplice manovra come l'anestesia tronculare del nervo alveolare inferiore può causare danneggiamento del nervo linguale. Si tratta di una complicanza generalmente temporanea, seguita da risoluzione spontanea, che perdura molto raramente.

Il trauma nervoso può essere il risultato di una semplice trazione o schiacciamento del nervo, oppure a una vera e propria sezione dello stesso.

Nel caso di lesioni da compressione le fibre nervose rimangono integre, la prognosi è eccellente e la risoluzione spontanea avviene entro un paio di mesi. Le lesioni da stiramento, invece, oltre a causare compressione, possono anche determinare un danno anatomico microscopico delle strutture nervose; in questo caso la ripresa della funzionalità richiede tempi più lunghi, generalmente da 3 a 6 mesi. Una prognosi peggiore è associata alle lesioni caratterizzate dalla sezione parziale o totale del tronco nervoso. Nel primo caso i tempi di ripresa parziale della funzionalità sono strettamente dipendenti dal numero di fibre danneggiate e variano da 6 a 12 mesi. Nel caso di taglio o strappo del nervo, che esita in un'interruzione macroscopica della continuità del tronco nervoso, la rigenerazione spontanea non può avere luogo e l'unica terapia possibile è l'intervento di ricostruzione microchirurgica. L'eccezione a questa regola si può presentare nel caso di nervi che decorrono all'interno di canali ossei, come il nervo alveolare inferiore. Le pareti del canale possono infatti promuove e veicolare la rigenerazione spontanea della struttura nervosa, ma solo in caso di pervietà del canale. L'ostruzione anche solo parziale del canale, per interposizione d'impianti, residui radicolari o frammenti ossei, è incompatibile con questo processo di rigenerazione.

Anche la terapia farmacologica può dare supporto al recupero della funzionalità, nelle prime ore, attraverso la riduzione dell'edema con alte dosi di corticosteroidi e, successivamente, mediante l'ausilio di farmaci neuroprotettivi.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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