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15 Giugno 2016

Paziente osteoporotico


L'osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro caratterizzata da riduzione e alterazioni qualitative della massa ossea che si accompagnano ad un aumento del rischio di fratture.
I bifosfonati e i farmaci anti-riassorbitivi (denosumab) vengono prescritti ai pazienti affetti da questa patologia per stabilizzare i ridotti livelli di massa ossea, diminuendone il riassorbimento. L'obiettivo principale della terapia è la riduzione del rischio di fratture, estremamente frequenti nei pazienti anziani, nelle donne in post-menopausa e nei pazienti che soffrono di osteoporosi secondaria a malattie sistemiche o a terapie croniche che causano indebolimento dello scheletro (es. corticosteroidi).

Numerosi sono i farmaci disponibili per il trattamento dell'osteoporosi ed è essenziale che l'odontoiatra li conosca e sia consapevole delle differenze che esistono tra le molecole, al fine di programmare il piano di trattamento più corretto, informando il paziente sulle loro possibili interazioni con alcune terapie odontoiatriche.
I bifosfonati più prescritti e utilizzati in questi pazienti sono l'acido zoledronico, l'acido alendronico, l'acido risedronico, l'acido ibandronico, l'acido clodronico, l'acido etidronico e l'acido neridronico. Anche il denosumab viene attualmente utilizzato per il trattamento dell'osteoporosi, attraverso somministrazioni semestrali.
Come per il paziente oncologico, anche per quello osteoporotico esistono fattori di rischio ulteriori per l'osteonecrosi; essi sono legati sia al farmaco e comprendono la via di somministrazione, la potenza della molecola, la dose e la durata della terapia, che alle condizioni di salute generale del paziente, alle terapie concomitanti, ad esempio con corticosteroidi o farmaci antiangiogenetici, e infine alle condizioni di salute orale.

Basandosi sui dati disponibili, il rischio di sviluppare osteonecrosi per un paziente in terapia con bifosfonati o farmaci anti-riassorbitivi per osteoporosi è molto inferiore rispetto a quello del paziente oncologico, ma in assoluto non può essere considerato trascurabile, soprattutto in virtù dell'elevatissimo numero di prescrizioni.
Le procedure odontoiatriche che possono causare osteonecrosi, vale a dire la chirurgia dento-alveolare, vanno effettuate seguendo protocolli preventivi volti a ridurne il rischio.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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