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15 Giugno 2016

La chirurgia implantare nel paziente a rischio di osteonecrosi


L'inserimento di impianti nei pazienti che assumono o hanno assunto bifosfonati o denosumab per motivi oncologici è attualmente controindicata. La letteratura scientifica ci dice che non vi è invece controindicazione assoluta per quanto riguarda i pazienti in terapia, attuale o pregressa, con bifosfonati per osteoporosi, anche se la procedura non viene considerata priva di rischio, soprattutto se la terapia si è protratta per diversi anni e sono presenti fattori locali o sistemici sfavorevoli.

Nonostante siano stati documentati casi di osteonecrosi legati all'inserimento di impianti, così come un rischio di fallimento e la comparsa di esposizione ossea anche dopo molti anni dall'avvenuta osteointegrazione, il rischio è probabilmente molto piccolo, tanto che l'American Dental Association ritiene che questa terapia non rappresenti una controindicazione alle procedure implantari.
Come per la chirurgia dento-alveolare, anche per il posizionamento di impianti, la drug holiday, proposta da Marx nel 2009, che consiste nella momentanea sospensione della terapia per 3-6 mesi precedentemente e successivamente all'inserimento dell'impianto, non si è dimostrata efficace nel ridurre il rischio di sviluppare osteonecrosi. Inutile anche il dosaggio di un marker sierico del turnover osseo (telopeptide C-terminale del collagene di tipo 1 o CTX), proposto da alcuni autori per la valutazione della maggiore o minore predisposizione del paziente allo sviluppo di osteonecrosi.

L'approccio migliore da adottare mentre viene stilato un piano di trattamento riabilitativo nei soggetti osteoporotici trattati con questi farmaci consiste nel valutare, insieme al paziente, anche tutte le altre possibili alternative rispetto all'inserimento degli impianti.
Nel caso in cui la scelta ricada comunque su una riabilitazione di tipo implantare, il paziente dovrà essere approfonditamente informato sui potenziali rischi di fallimento e di comparsa di osteonecrosi nel breve e nel lungo termine, mediante firma apposta su specifico consenso scritto. Le manovre chirurgiche saranno sempre da effettuare applicando i protocolli che ne riducano il rischio.
Il mantenimento di un ottimo livello di igiene orale e l'inserimento del paziente in un piano di richiami periodici, durante i quali vengano effettuati controlli clinici e radiografie endorali del sito implantare, sono imprescindibili per la corretta gestione di questi pazienti.

 
 
 
 
 
 
 
 

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