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20 Settembre 2016

Disordini potenzialmente maligni


I disordini potenzialmente maligni sono condizioni orali che espongono la persona a un aumentato rischio di ammalarsi di cancro del cavo orale. Essenzialmente, questi disordini possono essere considerati come "fattori di rischio" per l'insorgenza di carcinoma squamocellulare, benché la possibilità di sviluppare la malattia non dipenda unicamente dal tipo di malattia, ma sia subordinata a diverse variabili, alcune proprie delle lesioni, come l'aspetto istologico, la presenza o assenza di displasia epiteliale, l'estensione, la sede interessata e la durata della malattia; altre inerenti il paziente stesso, quali sesso, età, abitudini voluttuarie, abitudini alimentari e predisposizione genetica.
Tra i disordini potenzialmente maligni, quelli di più frequente riscontro sono la leucoplachia e il lichen planus orale, condizioni accomunate da alterazioni delle mucose orali di colore bianco.
Con il termine leucoplachia s'intende una lesione prevalentemente bianca, la cui diagnosi può essere effettuata dopo aver escluso tutte le altre patologie che possono portare a manifestazioni simili all'interno del cavo orale. L'eziopatogenesi di questa condizione non è ancora totalmente chiarita. Molti fattori sono stati indagati come causa dello sviluppo di queste lesioni, ma attualmente l'unica forte associazione dimostrata è quella con l'abitudine al fumo, nonostante non manchino casi di leucoplachie in pazienti non fumatori. Clinicamente le leucoplachie si possono suddividere in due forme: quella omogenea, che si presenta come una macchia piana e uniforme e quella non-omogenea, caratterizzata da componente mista bianca e rossa o superficie irregolare con aspetto nodulare o verrucoso, quest'ultima considerata a maggior rischio rispetto alla prima.
Differentemente dalla leucoplachia, il lichen planus è una malattia diffusa al cavo orale, causata da una reazione mediata dal nostro sistema immunitario attraverso una sorta di "auto-aggressione", che porta alla formazione di aree rosse, corrispondenti a zone di mucosa fortemente infiammate, solcate da strie biancastre. Anche in questo caso l'aspetto clinico è molto variabile e può passare da semplice eritema, attraverso macchie bianche fino ad arrivare a vere e proprie ulcerazioni delle mucose.
Poiché non esistono trattamenti che riducano il rischio di ammalare di cancro nei pazienti affetti da disordini potenzialmente maligni, questi soggetti devono essere inseriti in un rigido programma di controlli periodici, effettuati da uno specialista in medicina orale o tramite consulto con lo stesso, al fine d'intercettare il più precocemente possibile l'eventuale sviluppo di carcinoma orale.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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