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14 Dicembre 2016

Quando, come e perché utilizzare il laser in odontoiatria

di Anna Maria Melica


Numerosi sono i benefici clinici dell'impiego del laser in ambito chirurgico come l'eliminazione o riduzione dell'impiego di anestetico locale, un'agevole incisione dei tessuti molli anche di dimensioni notevolmente piccole, il minimo o ridotto traumatismo degli stessi, l'assenza di sanguinamento con conseguente possibilità di non apporre suture, la decontaminazione del sito chirurgico durante il trattamento, la diminuzione del gonfiore e del dolore postoperatorio con limitata formazione di tessuto cicatriziale. Da sottolineare che il paziente, una volta a conoscenza dei vantaggi derivanti dall'impiego di questa tecnologia, la accetta molto volentieri.

Lo "Speciale Laser", pubblicato sul numero di dicembre 2016 di Dental Cadmos, presenta un'ampia panoramica sull'impiego di questa tecnologia nella chirurgia dei tessuti molli del cavo orale e nelle sintomatologie dolorose.

Con il laser si possono eseguire le incisione d'accesso per interventi chirurgici di varia natura, l'asportazione di cisti e di neoformazioni a carico dei tessuti molli, le frenulectomie, le vestiboloplastiche, le gengivoplastiche, le gengivectomie, l'incisione e il drenaggio di ascessi, l'allargamento del solco gengivale (figg.1 e 2).

Fibroma del palato: asportazione chirurgica mediante laser Er:YAG

Fibroma del palato: asportazione chirurgica mediante laser Er:YAG

Inoltre il laser rappresenta il gold standard nel trattamento delle malformazioni vascolari del cavo orale, soprattutto per quelle a basso flusso, poiché assicura un approccio rapido e minimamente invasivo. Oggi è possibile trattare, anche a livello ambulatoriale, quadri clinici complessi che altrimenti necessiterebbero di interventi chirurgico-farmacologici molto estesi.

Fra le tecniche laser descritte la termofotocoagulazione transmucosa (TFT) è quella che offre il rapporto vantaggi/svantaggi più favorevole. Infatti non crea una soluzione di continuo dei tessuti di rivestimento, riduce il rischio di emorragia intraoperatoria e i disagi postoperatori per il paziente, permette una guarigione ottimale anche in aree esteticamente rilevanti (figg.3 e 4).

  • Lesione a localizzazione retro commissurale

  • TFT con fibra non a contatto

  • Aspetto postoperatorio

  • Malformazione vascolare geniena destra, aspetto preoperatorio

  • Immagine del controllo postoperatorio


La Low Level Laser Therapy (LLLT), irradiazione con luce laser a bassa potenza, può essere impiegata con successo nelle sintomatologie algiche in generale e in quelle che possono interessare specificamente i vari distretti oro-maxillo-facciali. I trattamenti con LLLT, infatti, sembrano rispondere positivamente nella gestione del dolore di tipo nocicettivo-infiammatorio e in quello cronico di tipo neuropatico. L'energia laser offre in questo senso notevoli potenzialità terapeutiche, soprattutto in assenza di oggettive controindicazioni ed effetti collaterali.

Se si considerano tutte le condizioni e tutti i contesti clinico-sindromici associati al dolore, di varia natura e intensità, la LLLT può affiancarsi come valida alternativa ai vari approcci terapeutici.

Così come per l'impiego di altri strumenti chirurgici, anche il laser prevede una corretta curva di apprendimento oltre a un'adeguata conoscenza dell'impostazione dei parametri e del rapporto di interazione luce-tessuti e, come ogni tipo di intervento sui tessuti molli, non si può prescindere da una corretta pianificazione chirurgica e da un'adeguata gestione del paziente.

A cura di: Anna Maria Melica, Consulente Scientifico Dental Casmos

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