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16 Maggio 2022

Implantologia e Digitale

L’odontoiatria del futuro per il prof. Gagliani sarà basata più su una eccellente riproducibilità quotidiana, piuttosto che su una estemporaneità di risultato

di Massimo Gagliani


Essendo un seguace del digitale e non frequentando, per quelle strane sorti che il destino dipinge, l’implantologia, rimango sempre sorpreso dalle miriadi di opportunità che le soluzioni computerizzate propongono in questo contesto a me noto ma non abitato. Tuttavia, saper proporre piani di trattamento congrui implica la conoscenza – tanto più diffusa e tanto più precisa – delle occasioni che queste nuove tecnologie, associate all’implantologia, mettono a disposizione.  

Guidare la chirurgia avendo in mente la soluzione protesica fu il primo passo ma il progettare simultaneamente percorso protesico e implantare rappresenta la vera risposta che l’automazione dei processi clinici comporta, con buona pace dei chirurghi orgogliosi della mano ferma e degli occhi goniometrici. Questo non vuol dire essere schiavi dell’automazione ma, per contro, significa approfittare della stessa affinché le procedure siano sempre più riproducibili.  

Guardando la letteratura spesso ci si imbatte in lavori di ricerca che, spaccando il capello in otto (quattro sarebbe troppo poco), affermano quanto imprecise siano ancora le metodiche digitali, delegittimando il primo vero e reale vantaggio che le progettazioni digitali hanno rispetto a quelle manuali: la riproducibilità su larga scala. Perché se è vero, come è vero, che la grande coppia – chirurgo coi baffi e odontotecnico con i contro…baffi – può fare impianti perfettamente intergrati nell’osso a 0,5 millimetri dal punto desiderato, con inclinazione angolare da far invidia a Pitagora in persona, sui quali si adagerà una protesi a frizione zero con margini di chiusura inferiori ai 10 micron, la stragrande maggioranza di noi mortali (io compreso, facessi degli impianti) ha percentuali di errori ben più rilevanti che i computer potrebbero, con grande beneficio, addolcire per non dire eliminare.  

Credo che questo ragionamento nasconda l’odontoiatria del futuro, basata più su una eccellente riproducibilità quotidiana, piuttosto che su una estemporaneità di risultato che può andar bene su Instagram o Face Book (o Metaverso che dir si voglia).   Tantissimi anni fa, in un delirio letterario primordiale, mi divertii a domandare: “È meglio un quotidiano eccellente o un eccellente quotidiano?”.  

Alcuni mi risposero se avessi incrociato uno spacciatore troppo aggressivo; ma la vera sfida è ancora qui, come affermava un grandissimo della dentistica reale e masticata tutti i giorni, mai celebrato abbastanza, il Dr. Samuele Valerio da Brescia: “Le preparazioni (o impianti) del lunedì devono essere uguali a quelle del venerdì!” Parole sante, vecchio Sam.

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