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12 Settembre 2022

Terapie odontoiatriche: un futuro affascinante ed enigmatico

Per il prof. Gagliani si delinea un futuro di ricerca odontoiatrica non più volto alla sola eccellenza ma alla sostenibilità in senso ampio della terapia

di Massimo Gagliani


Rivisitando alcune parti del Journal of Prosthetic Dentistry mi sono imbattuto in un pregevole editoriale, gennaio 2021, di Robert Kelly, sicuramente un’autorità in questo contesto, ovvero quello dei materiali dentali applicati alla clinica odontoiatrica.
Egli delinea con grande precisione i percorsi che gli strumenti e i mezzi idonei a fare una buona odontoiatria affrontano per giungere nelle sale operative: sono invenzioni nate solo per l’odontoiatria – siano esse meditate da dentisti o da non dentisti –, sono legate a conoscenze maturare in altri settori e trasferite alla “dentistica” o sono figlie di progetti industriali complessi che possono essere applicabili anche all’odontoiatria. 

Da questi tre canali discendono tutte le innovazioni che hanno animato lo sviluppo della nostra disciplina nel corso degli ultimi decenni; molte sono state anche rivisitazioni del passato, altre sono state esportate per predominio culturale. Lo dico con cognizione di causa; in endodonzia, per esempio, la scuola germanica aveva avuto intuizioni d’avanguardia che vennero spazzate dall’anglofilia, americana soprattutto, post-bellica. 

La vera sfida che dovremo affrontare, molto presto, sarà ancor più peculiare: sarà indispensabile calare le scelte cliniche, assecondate dalle tecniche più favorevoli e dai materiali più validi, nei contesti economico-sociali che si andranno a delineare nelle varie parti del mondo. Nella nostra stessa nazione, che sopravvive avendo stratificazioni economiche sempre meno delineate, l’appropriatezza delle terapie odontoiatriche sarà fortemente connessa, non tanto con l’erogazione delle cure attraverso sistemi sanitari pubblici o per mezzo di tutti i sistemi privati che si stanno moltiplicando in modo silenzioso, ma con la qualità assoluta. 

Questa qualità assoluta dovrà scaturire da sistemi virtuosi che coniughino efficacia ed efficienza con tempi, luoghi e costi sostenibili. Infine, proprio parlando di sostenibilità, si dovrà prima o poi prendere in esame la quantità di rifiuti che uno studio odontoiatrico produce in nome del controllo delle infezioni crociate. 

Si delinea, ma è parere modesto e personale, un futuro di ricerca odontoiatrica non più volto alla sola eccellenza ma alla sostenibilità in senso ampio della terapia, sancito il fatto che, sarà bene ricordarselo, i sistemi sanitari dovranno curare cervelli, cuori, polmoni, reni, intestini e via discorrendo molto, ma molto, prima dei denti

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