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08 Marzo 2021

Dal restauro all’endodonzia: un percorso inverso

In questo Agorà del Lunedì, seconda parte, il prof. Gagliani suggerisce un semplice e banale stratagemma che rende migliore la visuale dell’endodonto facilitando il trattamento

di Massimo Gagliani


Ci eravamo lasciati lunedì scorso con “…..tutti noi facciamo conservativa & endodonzia, in misura più o meno rilevante. E se ci fermassimo a riflettere: può essere l’una secondaria all’altra o dovrebbero essere sinergiche?”  

Oggi si completa il percorso; più che un percorso, alcuni spunti di riflessione.  

La comunità scientifica si è a lungo interrogata sulla valenza del restauro coronale rispetto al trattamento endodontico; finalmente, circa dieci anni fa, uno studio ha posto fine alla diatriba che, sul piano della logica da bar non avrebbe avuto molte discussioni.  

Un buon restauro e una buona endodonzia portano i risultati migliori. Non ci voleva Cavour….  

Per contro, riflettendo e osservando, spesso la scarsa endodonzia è figlia di errori procedurali che riguardano l’apertura della camera pulpare, ovvero dell’accesso coronale. Ma se l’accesso coronale fosse già studiato in relazione alla tipologia del restauro da eseguire, non avremmo risparmiato un sacco di lavoro?

Abbassamento delle cuspidi già nella prima fase dell’intervento quando si opti per un restauro a copertura cuspidale, ovvero quello più garantito per denti che abbiano creste marginali deboli o assenti, tanto per esemplificare.

Questo semplice e banale stratagemma rende migliore la visuale dell’endodonto e, come tale, facilita il trattamento dello stesso.  
In questi denti la carie ha prodotto effetti fortemente invalidanti, perché non rimpiazzare da subito il tessuto perso con dei materiali adesivi che, prima dell’uso di irriganti e quant’altro, avranno legame con la dentina migliore e più duraturo nel tempo.  

Stimiamo che nella fase ricostruttiva ci sia la necessità di un perno?  
Perché non prepararne, almeno sommariamente, l’alloggiamento prima di fare il trattamento di tutto il canale?

Avremo più spazio per accedere alle parti profonde dell’endodonto. Ecco che la parte restaurativa avanza e la parte endodontica rappresenta solo la conclusione di un processo logico che, avvalorato dagli studi, porta a ri-definire le sequenze operative.
Una sorta di lavoro in parallelo che migliora l’analogo sequenziale.

E poi con le metodiche digitali di ricostruzione….ma questa sarà un’altra storia per un altro lunedì.  

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