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18 Ottobre 2021

Odontoiatria pediatrica: tema sempre ''urgente''

Poca letteratura si occupa dell’efficacia dei metodi di comunicazione in questo settore, sottolinea il prof. GaglianiIndicando come diafano l’atteggiamento che il dentista generico ha nei confronti del bimbo portato dai genitori

di Massimo Gagliani


Mercoledì sera, presso l’Istituto Stomatologico Italiano, pilastro dell’Odontoiatria Milanese dal 1908, un caro amico, Luigi Paglia, assieme a una ricca serie di co-autori (Matteo Beretta in primis), ha presentato un testo (Odontoiatria Materno-Infantile) che significa il lavoro di una vita volto a curare i bambini o, come si usa dire, i piccoli pazienti. 

Il tema dell’Odontoiatria Pediatrica è, nonostante passino gli anni, sempre urgente; la letteratura internazionale ne è testimonianza. Dal 1999 al 2018, tanto per citare un esempio, sono stati pubblicati più di 1300 autorevoli articoli sui temi più disparati: la carie dentale, la prevenzione della stessa, le malattie sistemiche dell’infanzia e le loro manifestazioni orali. 

Un elemento balza all’occhio: poca letteratura si occupa dell’efficacia dei metodi di comunicazione in questo settore, quasi che il curare sia distante dallo spiegare il perché lo si faccia. C’è qualche articolo recente che cerca di interpretare il ruolo dei “social-media” nella trasmissione delle informazioni sulla salute orale, quasi che demandare a terzi un ruolo medico sia la trovata del secolo.

Mi viene in mente il Prof Giorgio Vogel che, nelle grandi battaglie sulla prevenzione della carie dentale nelle scuole, anni settanta del secolo scorso, vedeva vanificato gran parte del suo sforzo da zelanti maestre che somministravano pastiglie fluorate e merendine, per dire dell’efficacia del suo comunicare che lui stesso, scoraggiato, ammetteva non essere evidentemente adeguato.  

Fortunatamente, come segnala un altro contributo, il tenore delle pubblicazioni scientifiche è salito nel corso degli ultimi dieci anni e con esso il tema della comunicazione tra specialisti e tra i pazienti. Rimane sempre diafano l’atteggiamento che il dentista generico ha nei confronti del bimbo portato dai genitori e si spera che la recente istituzione di una Scuola di Specialità dedicata porti il livello, non solo della cura, ma anche della comunicazione, ai vertici necessari per eliminare confondimenti e falsi miti. 

“Comunicare è curare!” asseriva il Prof Carlo Guastamacchia quando io avevo le braghe corte dell’odontoiatria; dal comune sentire, non vorrei apparire qualunquista, nell’ambito dell’Odontoiatria Pediatrica, a parte un gruppo specialistico molto ben strutturato, la marea dei generici pare procedere, sul tema del comunicare e del curare per conseguenza, in ordine sparso. Spero di sbagliare, per il bene dei bambini.

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