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28 Febbraio 2022

Big data odontoiatrici: la vera svolta per la professione

Odontoiatria dei dati, le tre applicazioni principali e le considerazioni sul tema del prof. Gagliani che in conclusione si chiede: chi li raccoglierà in Italia e li renderà disponibili


La lettura del Journal of Dental Research porta sempre delle novità interessanti. Nel mese di gennaio, un autore tedesco, Falk Schwendicke, Direttore della Charité di Berlino, già noto per numerosi studi sull’argomento, ha posto nuovamente l’accento su un tema di grande rilievo per la futura odontoiatria. Cito per completezza alcuni passaggi basilari per giungere alla mia domanda finale.

Dice Schwendicke “L'assistenza odontoiatrica e la ricerca si stanno attualmente trasformando in ciò che chiamiamo odontoiatria dei dati, con 3 applicazioni principali: 

1) analisi dei dati medici che utilizza il cosiddetto “deep learning”, consentendo di padroneggiare quantità senza precedenti di dati e di metterli a frutto. 

2) L'assistenza clinica, arricchita di dati, integra a essi i dati dell'individuo (ad es. dati demografici, sociali, clinici, dati dei consumatori), del contesto (ad es. dati geografici, ambientali, relativi al fornitore) e del sistema (dati dell’ente pagatore e risultati dell'assistenza sanitaria, in alcuni casi pubblica) per fornire una valutazione completa e continua, in tempo reale, delle perturbazioni biologiche, individuali, comportamentali e del contesto in cui gli individui vivono. Tali protocolli clinici possono contribuire a una più profonda comprensione sull’andamento della salute e della malattia e a una più precisa, personalizzata, cura che sia predittiva e preventiva al tempo stesso

3) I dati per la ricerca - che dovrebbero includere dati di ricerca aperti a tutti e condivisione degli stessi, per valutare, confrontare, raggruppare, replicare e riutilizzare i dati stessi.

”L’articolo è di grande complessità e ho dovuto far ricorso a competenze di amici economisti per capirne non tutti gli anfratti ma una buona parte di essi. Un fatto è chiaro: chi mai raccoglierà questi dati in Italia?

Chi si occuperà di fare un network di dati aperti utili alla ricerca?

Chi si occuperà, una volta acquisiti, di digerirli? 

Cercherò in un prossimo futuro di trovare un confronto su questi temi, per ora non mi resta che il Manzoni su Napoleone: “… ai posteri l’ardua sentenza!”


Per approfondire:

Schwendicke F, Krois J. Data Dentistry: How Data Are Changing Clinical Care and Research. J Dent Res 2022;101(1):21-29.

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