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04 Settembre 2023

Uso dei probiotici nella prevenzione della malattia parodontale

Il prof. Gagliani porta l’attenzione sulla rilevanza che potrebbero avere su quella fascia di popolazione che non può sostenere cure odontoiatriche onerose

di Massimo Gagliani


L’impiego di strumenti meccanici, spazzolino elettrico specificamente, e di sistemi per la detersione degli spazi interprossimali (scovolino e/o filo interdentale) nonché l’ausilio di sciacqui a base di Clorexidina o di Olii Essenziali paiono essere la base per la prevenzione della malattia parodontale e delle sue eventuali recidive. 

Si sta facendo largo, tuttavia, una corrente di pensiero che vede, tra molte soluzioni, quella dell’uso dei probiotici; non servirebbero solo per la patologia parodontale ma anche per la carie, ovvero per tutte quelle malattie a origine batterica del cavo orale

Per alcuni l’approccio che connette, come spesso accade in medicina, vecchie soluzioni con nuove metodologie potrebbe realmente generare una rivoluzione nell’ambito; per altri, più scettici, solo un utile adiuvante rispetto a soluzioni consolidate. 

Un ennesimo crocevia della disciplina odontoiatrica. 

Non è mio compito sviscerare questo tema, illustri colleghi hanno fornito e forniranno autorevoli contributi in merito (non trascurerei le problematiche perimplantari…); tuttavia mi piace solleticare l’interesse di tutti sulla rilevanza che questo movimento potrebbe avere su quella fascia di popolazione che non può sostenere cure odontoiatriche onerose. Ma come sempre accade, tali fasce di popolazione hanno estrazioni socio-culturali basse, non possono accedere che a cure dozzinali e probabilmente non possono essere informate di queste opportunità. 

Ancora una volta, a patto che sia comprovato con vigore, un mezzo semplice per sanare grandi problematiche terapeutiche sarà appannaggio di una ristretta cerchia di popolazione, rimanendo la massa in balia di scelte terapeutiche vetuste.


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