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11 Dicembre 2023

Microresistenza antibiotica: un tema lontano dalla soluzione

Il prof. Gagliani interviene sul tema citando una ricerca sulle resistenze antibiotiche locali nelle patologie parodontali

di Massimo Gagliani


Rifacendomi al pregevole editoriale del prof. Giovanni Lodi, apparso su Dental Cadmos, la problematica delle prescrizioni antibiotiche sta diventando sempre più rilevante. Da più parti si sente dire che la resistenza agli antibiotici sta emergendo come una pubblica minaccia globale.

Sancito questo, mi è parso utile riportarvi questo recente studio tedesco che esamina le resistenze antibiotiche locali nelle patologie parodontali.  

È tema poco studiato nel contesto della terapia parodontale e un gruppo di ricercatori teutonici ha pensato bene di arruolare un consistente gruppo di volontari che avessero problemi parodontali su cui analizzare cosa?   Semplice, indagare la diversità dei geni di resistenza agli antibiotici dei componenti la flora batterica sottogengivale. Molti sanno delle difficoltà di campionamento e del livello di sofisticazione delle indagini da condurre; tuttavia, dopo poco tempo i risultati sono stati sorprendenti.  

Nel biofilm sottogengivale sono stati rilevati un totale di 19 geni di resistenza agli antibiotici appartenenti a sei classi di antibiotici. Due terzi dei volontari (n = 26/39) mostravano geni di resistenza agli antibiotici per almeno una delle classi di antibiotici utilizzate per il trattamento della patologia acuta o cronica parodontale: tra essi I macrolidi sono stati la classe più rappresentata (21/39 pazienti).  

Cosa suggeriscono questi dati?  

Esiste un’elevata prevalenza di geni di resistenza agli antibiotici nella flora batterica delle tasche parodontali. Conseguenza clinica più evidente: involontariamente eseguiamo prescrizioni non pertinenti poiché non in possesso di esami specifici per identificare le resistenze.  

Così facendo alimentiamo le resistenze…sempre inconsciamente.  

Rimane un dato reale: in assenza di test gestibili, clinicamente ed economicamente, continueremo ad agire alla cieca, come ricordava il prof. Roberto Martina in questa intervista, non certo per colpa o per incuria, rammaricandoci per l’impotenza di fronte a tante diversità del cosmo microbiologico.      


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