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05 Febbraio 2024

Perimplantite: una nuova sfida per l’odontoiatra

Citando uno studio coreano, il prof Gagliani ricorda a odontoiatri e igienisti dentali che il trattamento della perimplantite non deve essere considerata una singola procedura, ma un ciclo continuo di trattamento e rivalutazione

di Massimo Gagliani


Inutile nasconderselo, i prossimi anni saranno quelli delle perimplantiti; il tema è noto già da molto tempo. Ne aveva sottolineato l’importanza il professor Massimo Simion, assieme alla co-autrice dott.ssa Eleonara Idotta, quasi un decennio fa, in un libro per EDRA.

A dire che il problema è tutt’altro che nuovo. Uno studio coreano (a questo link) offre uno schema di ragionamento interessante che potrebbero indurre a considerazioni ovvie: il mantenimento della salute implantare non dovrebbe scostarsi molto dai dettami della parodontologia classica. Si enfatizza il ruolo e l’attenzione che l’odontoiatra dovrebbe mettere nel giudicare, con onestà intellettuale, se un impianto sia fallito, e quindi vada rimosso, o se, per contro, esso possa andare incontro a un trattamento chirurgico. 

Proprio il trattamento cruento starebbe alla base di interventi risolutivi per limitare o stroncare la deriva settica che porterebbe alla definitiva perdita dell’impianto e di buona parte del tessuto osseo circostante. 

Gli Autori segnalano inoltre che studi recenti hanno raccomandato l’uso aggiuntivo di antibiotici allo sbrigliamento non chirurgico abbia aumentato il successo del trattamento non chirurgico per la perimplantite, ma la visione del danno è sempre risolutiva nella stragrande maggioranza dei casi.

Concludono sia necessario arruolare i pazienti in programmi di mantenimento

Le visite di mantenimento dovrebbero includere il controllo professionale della placca e il rafforzamento delle cure igieniche per i pazienti e il loro intervallo dovrebbe essere stabilito in base al rischio di perimplantite individuale.  

Gli odontoiatri e gli igienisti dentali dovrebbero ricordare che il trattamento della perimplantite non sia una singola procedura, ma piuttosto un ciclo continuo di trattamento e rivalutazione.
Come dire: nulla di nuovo sotto il sole. Pronti a lavorare?  


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