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26 Maggio 2024

Quarant’anni uguali e diversi

di Massimo Gagliani


Millenovecentottantaquattro: un anno iconico e misterioso. Ci aveva pensato, trentasei anni prima, George Orwell; un romanzo così intitolato per prospettare un mondo distopico, metafora nutrita dal conflitto mondiale appena concluso e dalla plumbea visione di un’umanità caina. Vivevamo nel mondo dei nani e delle ballerine, aveva preconizzato Rino Gaetano con il suo icastico Nuntereggepiù: …Eya alalà (nun te reggae più) / Pci psi (nun te reggae più) / Dc dc (nun te reggae più) / Pci psi pli pri / Dc dc dc dc / Cazzaniga (nun te reggae più)… Bettino Craxi, garofano rosso all’occhiello, aveva il timone della nazione.  

Quarant’anni sono trascorsi e i primi laureati in Odontoiatria e Protesi Dentaria sono vicini alla pensione, un percorso accidentato, contrassegnato da un ostracismo iniziale che, visto oggi, sfiora il ridicolo. Una vita professionale che si è trasformata progressivamente, snodandosi lungo tragitti poco definiti e programmati; sovente figli del caso o dell’imprevisto. Una formazione difforme, specie quella dei primi tempi, che ha alimentato percorsi paralleli cui l’Università per un verso ha strizzato l’occhio e per l’altro ha assistito quasi impotente in un susseguirsi di saliscendi.  

È certo che, in questi quarant’anni, si sia sedimentata una coscienza odontoiatrica sotterranea; quasi un orgoglio occulto, che talvolta affiora e mostra come, pur con mille difficoltà, il livello qualitativo della nostra odontoiatria vada progressivamente migliorandosi. Numerosi tra i nostri migliori laureati in Odontoiatria hanno assunto ruoli, a livello internazionale, di assoluto prestigio, hanno collocato la clinica italiana in un olimpo qualitativo che, senza tema di smentita, la rende tra le migliori del mondo. Tuttavia, guardando tra le pieghe, non possono essere misconosciute le pecche di un sistema a macchie di leopardo, disparità che si accompagnano all’essere italiani in un contesto ove il particolare attira l’attenzione facendo perdere di vista l’orizzonte più lontano.  

Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato” ammoniva Orwell nel suo apocalittico romanzo; è forse l’ora di spogliarsi sinceramente del mito odontoiatrico legato all’assoluto benessere della categoria di bengodi. È forse giunto il tempo di interpretare un nuovo ruolo professionale che inserisca nel contesto sociale il servizio odontoiatrico moderno offerto da strutture integrate ove le differenti figure possano dare il meglio delle proprie competenze.  

Siamo al punto di incamminarci verso il nuovo orizzonte; il patto terapeutico necessita di strumenti conoscitivi, anche da parte della popolazione, sempre più dettagliati. Le acquisizioni tecnologiche non possono essere relegate a libere iniziative, a mode del momento, devono e dovranno essere il cardine, il vero biglietto da visita che si presenterà a chi dovrà fruire delle cure odontoiatriche. Cure che stanno cambiando progressivamente lo scenario entro il quale muoversi; basta osservare la trasformazione che la patologia cariosa sta subendo nel corso degli anni. L’odontoiatria geriatrica dovrà muoversi in territori che riguardano la tele-odontoiatria e l’odontoiatria domiciliare. L’estetica non potrà essere più un orpello ma una categoria patologica degnamente rispettata e come tale indirizzata a protocolli terapeutici innovativi e accessibili a gran parte della popolazione.   Il ripensare le modalità organizzative del nostro mestiere lo consentirà, a patto che il percorso formativo universitario trovi le risorse per indirizzare questi insegnamenti che, necessariamente, comprenderanno interazioni con gli economisti, gli ingegneri, gli informatici e gli organizzatori del lavoro.  

Si leva, a quarant’anni dalla prima laurea in Odontoiatria, un nuovo sipario sulla scena “dentale” nazionale: una serie di nuovi attori spera di entrare nello spettacolo, il copione è talmente denso e ricco di idee che non mancheranno i ruoli.  

Bisognerà appoggiarsi a un regista o servirà un Grande Fratello?  

Non ho idee precise in merito, sono però affascinato dalla nuova marea in salita e non starò in silenzio a rimirare la luna.    


Immagine realizzata attraverso l'Intelligenza Artificiale

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