"Un grave e crescente problema sanitario, sociale ed economico": il riconoscimento del forte (ma ancora spesso sottovalutato) impatto dell'Apnea ostruttiva nel sonno (Osas)sulla salute pubblica giunge da un documento approvato recentemente dalla Conferenza Stato Regioni, che delinea una serie di azioni per affrontarla al meglio. Le conseguenze delle Osas non diagnosticate e non trattate sono numerose e gravi: un diretto aumento della morbilità e mortalità nelle fasce di popolazione che ne sono affette; un aumento dei costi sanitari dovuti sia al trattamento delle comorbilità cardiovascolari che al maggior rischio di complicanze perioperatorie; una perdita di produttività in termini di assenze lavorative e di minore efficienza; un maggior rischio di incidenti stradali e infortuni sul lavoro.
Il ministero della Salute ha specificato che l'obiettivo è "proporre una strategia organizzativa sostenibile, finalizzata all'individuazione di casi di Osas misconosciuti nella popolazione attraverso fasi di interventi differenziate per assicurare una soddisfacente risposta ai bisogni di prevenzione ed assistenza delle persone affette".
Tenuto conto delle diverse specificità e necessità nell'ambito dei percorsi diagnostici, terapeutici ed assistenziali dedicati il testo è stato suddiviso in età adulta e pediatrica.
Il documento riconosce l'Osas come "malattia di interesse multidisciplinare che necessita di azioni diagnostiche e terapeutiche coordinate tra diversi specialisti allo scopo di garantire un intervento ottimale e completo".
Uno tra gli specialisti è certamente l'odontoiatra che, nell'ambito del percorso diagnostico terapeutico assistenziale interviene (al pari di numerosi altri soggetti) già nella formulazione del sospetto clinico e nella selezione dei soggetti da inviare alle strutture specialistiche ambulatoriali per conferma diagnostica e trattamento.
A fronte di una conferma di apnea ostruttiva, si aprono diverse possibilità di intervento, in funzione della gravità della malattia e anche, come si diceva, dell'età del paziente. L'odontoiatra può avere un ruolo importante anche in questa fase: per i bambini può essere infatti indicata una terapia ortodontica in casi di malocclusione, palato ogivale e Osas non grave. Il trattamento ortopedico-ortodontico è infatti in grado di ridurre i sintomi e modificare la storia naturale della malattia e può essere integrato sia con la terapia medica che con quella chirurgica.
Un riconoscimento anche al lavoro svolto dal Tavolo Tecnico istituito presso il Ministero della Salute che recentemente ha licenziato le linee guida proprio in tema di Osas e bambini ma anche quello del che ha prodotto quelle per gli adulti nel 2015 entrmbi coordinati dalla prof.ssa Antonella Polimeni (nella foto) che ricorda come l'odontoiatra possa essere il professionista chiamato ad intercettare ed per alcune forme di patologia intervenire con dispositivi adatti.
Sul argomento leggi anche:
16 Febbraio 2015: Dal Ministero della Salute le Linee guida sull'OSAS. All'odontoiatria il ruolo di "sentinella diagnostica"
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