La notizia della paziente a cui sono stati estratti 20 denti riabilitandola poi con impianti, data dal quotidiano La Stampa, riporta d'attualità quello che il presidente CAO Giuseppe Renzo chiama il rischio di "mercificare" la professione.
Da sempre, soprattutto con l'avvento dell'implantologia, il dibattito se sia più etico curare un dente o sostituirlo con un impianto è aperto.
Recentemente l'FDI ha raccomandato i dentisti di mantenere il più possibile il dente naturale. Dall'altra parte chi fa notare che, spesso, "accanirsi" su di un dente per tentare di conservarlo è molto più costoso per il paziente, sia in termini economici che di tempo perso e disagio clinico, che estrarlo e sostituirlo con una corona ed un impianto.
E' il dentista che deve effettuare le valutazioni del caso e proporre al proprio paziente le soluzioni più idonee spiegando vantaggi e svantaggi in modo che il paziente possa scegliere. Paziente che si fida del dentista che ha scelto affidandogli la cura della sua salute.
Ma chi garantisce al paziente che quanto proposto dal dentista non sia in realtà la soluzione più vantaggiosa per il professionista, e non solo dal puto di vista economico?
"Sono gli Ordini, nella loro terzietà, a garantire il cittadino della correttezza del trattamento proposto", dice ad Odontoiatria33 Giorgio Berchicci, presidente CAO di Iserina e coordinatore del Gruppo odontoiatria in Commissione etico deontologica. "Un trattamento che deve essere con certezza illustrato al cittadino paziente, e deve essere ampiamente documentato (radiografie, analisi cliniche, impronte dentarie). Tutte queste fasi rientrano nella prassi del consenso informato, mentre l'assenso alle cure proposte riveste i contorni di un vero contratto che le parti si impegnano a rispettare".
"E' auspicabile -conclude il presidente Bercicci- una maggiore diffusione del ruolo e delle potenzialità dell'Ordine professionale in modo che il cittadino sappia a chi rivolgersi con fiducia per la valutazione delle cure proposte".
Tornando al caso della paziente di Torino curata in una clinica DentalPro, l'accusa è ben circostanziata visto che il dott. Mario Marcellino, consulente di parte della paziente, ha affermato (stando a quanto riportato dal quotidiano) che "in questi centri dove si accalappiano clienti panoramiche omaggio l'obiettivo non è la cura ma il business. E cavare i denti, per poi inserire una protesi, è più semplice e redditizio che curarli".
Secondo quanto rilevato da Odontoiatria33 nell'indagine sul rapporto dentista paziente condotta con AIOP nel novembre scorso (attraverso un'intervista web ai lettori di Dica33) emergeva come quasi il 30% dei pazienti che si rivolgono ad uno studio di una Catena odontoiatrica lo fanno per una riabilitazione implantologica conto il 5% di quelli che si rivolgono ad uno studio tradizionale per lo stesso motivo (vedi tabella al fondo). Anche per la protesica il divario è importante, circa il 24% dei pazienti che si sono rivolti ad una Catena sono stati protesizzati contro il 12% circa dei pazienti che si sono rivolti ad uno studio tradizionale.
"Credo che sostanzialmente il dato che avete rilevato sia corretto", commenta Michel Cohen l'AD di DentalPro e presidente dell'ANCOD, l'associazione che riunisce le principali catene odontoiatriche.
"Ma questo non è sinonimo di voler protesizzare a tutti i costi i pazienti che si rivolgono alle nostre strutture. Questi pazienti arrivano da noi con situazioni già compromesse perché non hanno trovato risposte dai dentisti tradizionali, anche per questioni economiche ma non solo. Nelle nostre strutture trovano un ambiente altamente tecnologico, efficienza, un ottimo rapporto qualità prezzo e non ultimo, la possibilità di rateizzare la spesa visto che, da noi, non è possibile effettuare pagamenti in nero".
Presidente Cohen che respinge le accuse avanzate dal dott. Marcellino. "Non accettiamo che i nostri medici, che ricordo sono come tutti i dentisti italiani laureati ed inscritti all'Albo degli odontoiatri, vengano accusati di curare i pazienti secondo logiche di business. Nelle nostre cliniche si curano i pazienti secondo scienza e coscienza, i nostri medici agiscono in assoluta autonomia seguendo la propria etica ed in casi di dubbi possono avvalersi della consulenza del nostro comitato medico scientifico. Le accuse del dott. Marcellino sono pesanti e prive di ogni fondamento e per questo stiamo valutando se passare alle vie legali".
In merito alla questione della paziente di Torino il presidente Cohen dice di conoscere la vicenda, di aver parlato con i medici che hanno seguito la paziente avendo ricevuto la conferma che tutto è stato fatto secondo i protocolli clinici ma di aver appreso solo dalla stampa della denuncia avviata nei loro confronti. "Forse ci voleva un articolo che screditasse le cliniche come se di casi di contenzioso odontoiatrico legati a terapie implantari con problemi non capitassero anche, e probabilmente in percentuali ben più superiori, negli studi professionali tradizionali", dice.
Norberto Maccagno
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