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06 Giugno 2017

I mille colori della scuola. Il racconto di un progetto (replicabile) che promuove la salute orale nelle scuole


Organizzare un corso di salute all'igiene orale in una scuola primaria è sempre un impegno e un'avventura. Un impegno perché non tutte le scuole accettano e recepiscono l'importanza di un tale progetto. Strano. Il progetto è gratuito e promuove " Salute e Prevenzione", e come spesso succede in questi casi, se non hai un forte aggancio nella scuola, difficilmente riesci ad entrare, ma noi siamo fortunati, la moglie di chi lo propone insegna proprio in quella scuola e non è la prima volta che si fa e anche se il Dirigente è nuovo arrivato ci lanciamo.

La fortuna continua ad assisterci ed il dirigente scolastico, attento e sensibile a questi argomenti, accetta e sostiene di buon grado il progetto valorizzandolo. Entusiasti, ci mettiamo subito al lavoro, e qui comincia la vera avventura, perché a differenza degli anni precedenti, si decide di coinvolgere più plessi per un totale di 34 classi (dalla prime alle quinte) con più di 70 docenti coinvolti e un conto finale di ben 799 bambini.

Facciamo queste cose sempre con molto slancio e passione, ma ammetto che quando questa volta ho visto i numeri, per la prima volta "mi sono leggermente preoccupato". Solo per un attimo però. Ovviamente devi organizzare tutto nei minimi dettagli e come sempre prevedere le variabili che, in casi come questi e soprattutto con numeri come questi, sono molto elevate. Inizia così la ricerca dei colleghi che siano disposti a "sacrificare" una giornata di lavoro per la "Gloria". E ovviamente li trovi sempre tra gli amici più cari sono sempre disponibili a fare queste " Strane cose".

Non basta, la lezione prevede che dopo i filmati dove si spiega ai bambini cosa sono i denti come sono fatti, quali sono i nemici e gli amici dei denti, a tutti 799 vengano date le classiche istruzioni di igiene orale con bocca e spazzolino e quindi chiediamo supporto agli studenti del Corso di Laurea in Igiene Dentale e, tra primo e terzo anno riusciamo a reclutare i 12/13 che ci aiuteranno in questa fase della lezione.

Districandoci tra impegni lavorativi di tutti, impegni universitari, impegni della scuola, scioperi e quant'altro, riusciamo anche a stabilire una data per questo fantastico progetto. Ma visti i numeri vogliamo anche fare le cose meglio degli anni precedenti, e quindi cerchiamo anche qualche sponsor che ci fornisca del materiale in più, qualcosa ci era avanzato dai precedenti incontri, ma volevamo dare qualcosa di più ai bambini e ai docenti. E troviamo anche questo.

Siamo a cavallo.

La data è oramai vicinissima e si effettuano i necessari sopralluoghi nelle scuole per la preparazione delle aule e delle LIM per la proiezione dei filmati. I problemi sembrano infiniti, ma alla fine si risolvono. Vengono date anche le indicazioni ai colleghi e le istruzioni agli studenti. Siamo pronti.

Il fatidico giorno è arrivato. C'è sempre tensione, come se fosse la prima volta. Ma poi cerchi di farti forza ... E poi pensi con un po' di "presunzione " ... "ma che stupido, sono io dietro la cattedra"...

Ed è così che iniziamo la lezione. Il sottoscritto comincia con una prima: bellissimi!

Pensi subito a com'eri tu, e vedi subito la differenza, capisci subito che sono svegli e attenti, non com'eri tu! Li guardi ancora meglio e vedi che hai davanti a te il mondo intero, si.

Perché questa scuola è quella che, anche in modo poco piacevole viene chiamata "scuola di frontiera": un po' perché è una scuola di periferia, un po' perché il bacino di utenza accoglie famiglie che provengono da ogni parte del mondo e fa si che questa scuola abbia un'altissima percentuale di alunni "stranieri", ma questo aspetto va meglio descritto in seguito.

La lezione inizia con le presentazioni di rito e con qualche domanda di approccio per testare il terreno sull'argomento e poi con la proiezione dei filmati. E' bellissimo vedere gli occhi dei bambini catturati dalle immagini dei cartoni animati che in modo semplice spiegano gli argomenti trattati, vedere i loro sorrisi, le facce strane e a volte, schifate alla vista dei terribili batteri. Alla fine li lasciamo liberi di farci tutte le domande che vogliono, dalle più semplici per quelli di prima elementare, ma sempre utili e interessanti, poi man mano che aumenta l'età le domande si fanno sempre più interessanti e in certi momenti anche quasi imbarazzanti, dall'igiene orale si passa ovviamente all'alimentazione, al fumo, alla droga e anche al sesso. La domanda più gettonata è ovviamente la classica diatriba su cosa sia meglio tra spazzolino manuale ed elettrico e poi c'è anche la possibilità di sfatare i classici miti sui dentifrici sbiancanti, o peggio ancora, sull'utilizzo del bicarbonato e non ultimo approfondire l'importanza del fluoro.

Si passa poi alla parte pratica di istruzioni vere e proprie dividendo la classe in piccoli gruppi di 4/5 alunni ciascuno spieghiamo passo passo come lavarsi i denti, quante volte, quanto tempo dedicare e non ultimo quali sono i presidi corretti da utilizzare in base all'età.

Poi ti capita un bambino di quarta che ti dice in tutta onestà che non si lava i denti perché "non ha voglia", la cosa ti stupisce anche perché capisci che è più maturo della sua età e quindi imposti un discorso parlandogli addirittura di "putrescina e cadaverina" e vedi che non solo lui, ma tutta la classe, recepisce perfettamente il messaggio; poi vai oltre e spinto dal solo fatto che il bambino ha un diverso colore della pelle, fai classica domanda cretina e, intanto che la fai ti senti ancor più cretino, perché conosci già anche la risposta, ma non puoi farci nulla perché la domanda è già partita: "Di dove sei? E già vorresti sprofondare ... Ovviamente la risposta è: "sono italiano". I banchi sono troppo bassi per nasconderti e quindi chiedi scusa cercando di rimediare chiedendo le sue origini ...

Hai avuto la fortuna di vivere tre anni in Brasile da ragazzo, dove nessuno ti ha fatto sentire straniero e dove già negli anni settanta non si sognavano più di parlare di integrazione perché già esisteva da secoli; hai fatto un'esperienza di cooperazione in Africa, hai voluto che i tuoi figli studiassero in questa scuola proprio perché multietnica e proprio perché credi che la realtà e la società italiane di oggi siano così e fai queste domande?? Ed è qui che mi riaggancio all'aspetto precedentemente scritto, relativo all'altissima percentuale di "stranieri" che come avete potuto capire, non sono stranieri. La maggior parte di loro è nata in Italia e quindi italiani a tutti gli effetti.

La giornata iniziata alle 8 del mattino scorre veloce tra i mille colori dei filmati e dei bambini: alle 16,30 alla fine delle lezioni escono tutti col sorriso sulle labbra ed è questo quello che ci gratifica più di tutto.

Il progetto deciso ad ottobre 2016 è terminato il 22 marzo 2017.

Il riscontro dei docenti e del Dirigente è stato più che positivo: dopo alcuni giorni ci sono arrivati i disegni dei bambini che ci hanno fatto capire che il nostro lavoro è stato utile. Colleghi e studenti sono stati altamente professionali e apprezzati da tutti e a loro va il mio grazie di Cuore per la preziosa collaborazione.

Un ringraziamento particolare alla prof. Laura Strohmenger che sempre appoggia e sostiene queste iniziative.

Aggiungo solo una cosa che, tra l'altro, mi capita spesso di dire agli studenti: quel pizzico di presunzione che è passata per la testa all'inizio della lezione, alla fine risulta sempre fuori luogo; quando facciamo queste cose pensiamo sempre di arrivare lì per insegnare agli altri, ma per fortuna, alla fine ci rendiamo conto che siamo sempre noi ad imparare qualcosa.

Grazie a tutti

Sergio Sabellini

 

Sotto alcuni dei disegni fatti dagli studenti.

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