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13 Luglio 2017

Ddl abusivismo, che fine ha fatto? Prada (ANDI) accusa la politica: vogliono insabbiarlo


Mentre buona parte del dibattito politico di settore è "concentrato" sugli sviluppi del Ddl Concorrenza, il presidente ANDI Gianfranco Prada (nella foto) riporta l'attenzione su di uno storico "male" della professione, l'abusivismo ed il prestanomismo, lanciando una pesante accusa nei confronti della Politica rea di voler affossare il Ddl Marinello, da anni oramai "impantanato" alla Camera.

"Che fine ha fatto il Ddl contro l'abusivismo professionale e quello sanitario in particolare, perché il Parlamento ha deciso di affossarlo?", sono le domande che pone il presidente ANDI attraverso l'organo informativo dell'Associazione.

Una denuncia chiara verso quello che Prada giudica un "incomprensibile insabbiamento del Ddl "Modifiche agli articoli 348, 589 e 590 del codice penale, agli articoli 123 e 141 del testo unico delle leggi sanitarie, di cui al regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, nonché all'articolo 8 della legge 3 febbraio 1989, n. 39, in materia di esercizio abusivo di una professione e di obblighi professionali".

"Un provvedimento che -ricorda il presidente ANDI- il settore ma soprattutto i pazienti attendono da decenni, approvato al Senato nell'aprile 2014, licenziato in Commissione Giustizia nel giugno 2016 e mai calendarizzato per la discussione in Aula: perché?" si chiede Prada, che ha più volte sollecitato la ripresa della discussione in Parlamento.

Il provvedimento, se approvato, permetterebbe di inasprire le pene per chi esercita senza i titoli di legge una professione regolamentata. "Oggi chi cura una persona senza avere la laurea in medicina o quella in odontoiatria rischia una multa di 500 euro, un venditore abusivo di palloncini in spiaggia 5mila", ricorda il Presidente Prada.

"Non calendarizzare il provvedimento per la discussione in Aula è la conferma di come la politica si sia schierata con gli abusivi, con coloro che impunemente truffano ignari pazienti e mettono a rischio la loro salute", denuncia Prada, che aggiunge "L'obiettivo della politica è oramai chiaro: impedire che il provvedimento venga approvato prima della fine della legislatura, ancora una volta la politica, scegliendo di non decidere, si è schierata per garantire l'illegalità".

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