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19 Luglio 2017

Pubblicità dell'impianto ad un euro, l'AGCM archivia l'esposto dell'Ordine di Milano


Finisce con un nulla di fatto, almeno suo fonte di una possibile sanzione da parte dell'Autorità Garante per la Concorrenza del Mercato, la vicenda della pubblicità di DoctorDentist sulla promozione dell'impianto ad un euro.

Nell'adunanza del 12 luglio, l'Autority ha deliberato l'archiviazione dell'esposto presentato dall'Ordine di Milano che riteneva la pubblicità come ingannevole. Il messaggio pubblicitario promuoveva l'offerta di un impianto al costo di un euro a chi accettasse la terapia protesica prescritta dal clinico. Messaggio diffuso dal 1 febbraio 2017 attraverso mezzi pubblici, pubblicazione sulla rivista di quartiere "NOI 2" e sul sito web della società.

Pubblicità ritirata poi il 1 marzo 207 a seguito della notifica della richiesta d'intervento dell'Ordine verso l'AGCM.

Autority che, alla luce della memoria difensiva presentata dai legali di DoctorDentist il 12 aprile 2017, decide l'archiviazione ai sensi dell'art. 5 comma 1, lett. c), del "Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazione dei diritti dei consumatori nei contratti, violazione del divieto di discriminazioni e clausole vessatorie", adottato dall'Autorità con delibera del 1 ° aprile 2015.

"Per conto del nostro assistito -spiega ad Odontoiatria33 l'avvocato Valeria Fabbri (nella foto) dello studio legale Stefanelli- abbiamo chiesto l'archiviazione per infondatezza dell'esposto dell'Ordine anche alla luce di quello che l'AGCM è chiamata a fare: ovvero vigilare e sanzionare campagne ingannevoli e non trasparenti. Qui non si trattava di pubblicità non trasparente ma, anzi, ben chiara su prezzi e contenuto delle prestazioni, esulando poi la questione sul "commerciale o meno" dalle competenze dell'Autorità".

Secondo la memoria difensiva presentata dai legali di DoctorDentist all'AGCM, l'Ordine di Milano con l'esposto ha cercato di far passare il messaggio pubblicitario come contenuto meramente commerciale e quindi poco attento alle esigenze di salute del cittadino, citando il D. Lgs. n. 59/2010 che riguarda "libertà di concorrenza secondo condizioni di pari opportunità.."

"Ma il quadro normativo corretto è invece il Decreto Bersani (L. 248/2006 D.P.R. n.137/2012) sulla riforma degli ordinamenti professionali -fanno notare gli avvocati all'AGCM- che "infatti richiedono solo che la pubblicità sia veritiera e corretta e, in tale ottica di trasparenza, chiedono che la pubblicità parli anche di prezzi delle prestazioni offerte".

"Quindi la pubblicità di Doctor Dentist non aveva alcun profilo di scorrettezza o ingannevolezza, indicando al contrario anche l'elemento del prezzo richiesto dalla legge", fa notare l'avv. Fabbri che aggiunge. "In ogni caso, la pubblicità in questione non offriva solo elementi sul prezzo, ma si componeva di svariate ulteriori informazioni (modalità di prenotazione e contatti, tipologia della prestazione offerta e precisazione dei limiti dello sconto praticato, durata della campagna).

"L'Ordine -continua- ha anche cercato di sostenere che non fosse chiaro cosa le Cliniche avrebbero offerto in cambio del prezzo pubblicizzato. Abbiamo contestato anche questo punto sostenendo che, non solo l'informazione era chiara, ma si avvaleva anche di elementi grafici per spiegare ai consumatori quale sarebbe stato l'oggetto della terapia".

Infine sulla accusa di ingannevolezza sotto il profilo della durata, l'Ordine riteneva che durando solo 2 mesi, l'offerta avrebbe costretto le persone a farsi curare senza aver ben ponderato sul miglior percorso terapeutico, nella memoria difensiva viene fatto notare all'Autority come "la pubblicità invitava solo a chiedere un preventivo entro due mesi, il paziente poi poteva scegliere liberamente di non sottoporsi ad alcuna terapia".

Se per la DoctorDentist viene scongiurata la possibilità di essere sanzionataì da parte dell'AGCM, la vicenda rimane ancora aperta per il direttore sanitario già convocato dall'ordine di Roma, dove è iscritto, che si dovrà pronunciare in merito ad una eventuale violazione delle norme deontologiche.

Norberto Maccagno

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