Probabilmente il corpo umano, macchina perfetta, non è proprio studiata al meglio per sopportare il carico di movimenti ripetitivi, che in un odontoiatra professionista si protraggono per molti anni..e così è molto facile che si instaurino delle problematiche di natura osteo-articolari, che a volte sono anche molto invalidanti.
Talvolta un dolore anche molto intenso può essere davvero insopportabile tanto da limitare la vita lavorativa, e se protratto per molto tempo può influire negativamente sulla quantità di pazienti trattati, e probabilmente anche sulla qualità del lavoro finale.
Parliamo oggi di questi aspetti con David Di Segni (nella foto), fisioterapista dell' Mdm fisioterapia, che ha effettuato una piccola statistica assieme ad altri colleghi alla ricerca di patologie molto comuni nella professione medica odontoiatrica.
"Per avere una casistica abbastanza veritiera -spiega ad odontoaitria33 Di Segni- abbiamo unito dati di colleghi mettendoli in comparativa con uno studio pubblicato su pubmed dove appunto si evincono molti punti in comune".
Lo studio si può visualizzare a questo indirizzo.
"Chiaramente -continua- le patologie riscontrate non colpiscono tutti, e possiamo trovare soggetti che arrivano alla fine della loro carriera in perfetta forma, oppure professionisti che invece subiscono anche due o tre patologie contemporaneamente. Fondamentale sarà a nostro avviso individuare con occhio critico le carenze strutturali del proprio studio, e delle proprie abitudini, per poi attuare quelle modifiche a volte molto semplici, che possono fare la differenza nel breve e nel lungo periodo. Spesso molti decidono di cambiare alcuni aspetti del proprio lavoro quando ormai le patologie si sono instaurate, ma è chiaro che una prevenzione è alla base di una cura più efficace.
Ma quali sono i distretti più colpiti?
Abbiamo realizzato questa immagine chiara per individuare le criticità più frequenti:
Collo e spalle: la posizione classica in cui un dentista lavora porta a posizionare il rachide cervicale in avanti, portando ad uno stress le strutture articolari cervicali e quindi insorgenza di patologie come ernie e protrusioni discali. Inoltre come spesso accade tale posizione se protratta porta ad uno stress dei muscoli del comparto anteriore con conseguente sovraccarico funzionale, comparsa di trigger point, sopratutto a carico del muscolo Sterno-cleido-mastoideo che può determinare Mal di testa appunto Cervicogenico, davvero molto frequente e davvero invalidante.
Consiglio pratico: il primo consiglio pratico che mi sento di fornire è quello di dotarsi di un cronometro e impostare intervalli di 30-45 minuti, e interrompere l'attività dopo tale tempo, per un minuto. È dimostrato che sessioni più lunghe portano inevitabilemente a sovraccaricare inutilmente. Se ci si riflette bene, 1 minuto ogni mezz'ora non influisce minimamente sul lavoro finale, ma potrebbe fare la differenza a fine giornata. In questo minuto potrebbe essere di aiuto fare un minimo di stretching dei muscoli anteriori del collo, ed eseguire dei semplici movimenti in tutte le direzioni, per mobilizzare le articolazioni.
Questo video potrebbe essere un esempio interessante, veloce e di sicuro effetto immediato sulle tensioni.
Dolori alle spalle: La seconda area di criticità è certamente quella legata al cingolo Scapolo-omerale. Parliamo di un area molto complessa, e strettamente legata al problema cervicale sopra descritto. In particolare le patologie più frequenti sono certamente quelle legate a Tendiniti come quella a carico del Capolungo del Bicipite, e quella a carico del sovraspinoso. Disfunzioni muscolari possono provocare discinesie di una o entrambe le spalle e provocare una risalita dell'omero, che può produrre un problema di impingment tra omero e acromion con conseguente dolore alla spalla.
Consiglio pratico:Certamente la postura lavorativa deve essere comoda, ma anche ergonomica. Vecchie poltrone con pochi snodi, e alzate non proprio precise possono portare ad adattare la postura del medico, rispetto al paziente. Ricordarsi invece, che questo non deve avvenire, e anzi, richiedere magari ad un collega una valutazione da esterno se si sta mantenendo una posizione corretta. Ricordare sempre di non portare mai le spalle sopra i 90 gradi, e magari quando si può sfruttare l'appoggio del gomito sul paziente, o sulla poltrona, per scaricare parte del peso del braccio. Eventualmente farsi seguire anche per una valutazione da un fisioterapista esperto che analizzando la conformazione e la condizione muscolare del cingolo scapolo-omerale, potrà individuare squilibri tra gruppi muscolari, e quindi di fatto, suggerire un lavoro individuale e mirato di rinforzo della aree carenti alla ricerca di un giusto equilibrio. Se si facesse prevenzione in questo senso, potrebbe essere molto più facile prevenire problemi alla spalla, che ricordiamo, possono essere anche gravi e necessitare di interventi chirurgici che possono eventualmente limitare e ridurre l'attività lavorativa per periodi medio-lunghi.
Problematiche alla mano: le mani sono uno strumento fantastico, e sono fondamentali come nel lavoro del fisioterapista. Spesso notiamo professionisti con problemi al tunnel carpale, o usura di tendini o articolazione trapezio-metacarpale.
Consiglio pratico: Certamente oggi, rispetto al passato ci sono sul mercato tante soluzioni tecnologiche nella strumentistica, che possono davvero fare la differenza. Oreintarsi verso strumenti leggeri, ed ergonomici potrebbe essere una soluzione. A
nche per le mani è possibile fare dei piccoli esercizi di stretching vedi il video.
Problemi a carico della colonna lombare: il tratto lombare così come quello cervicale risente pesantemente di lunghe sessioni in piedi, oppure su sgabelli, che portano inevitabilmente a posizioni del rachide lombare poco ergonomici. Le patologie più frequenti sono lombalgie e lombosciatalgie, con danni a carico dei dischi intervertebrali. Molto frequente è la presenza di sovraccarichi legati all'uso del pedale per i trapani e le frese, che azionato di continuo portano a sforzare la muscolatura del piede, e contrarre muscoli del polpaccio che spesso hanno ripercussioni sulla comparsa di dolori lombari.
Consiglio pratico: posizionare il paziente sempre in una posizione confortevole per il medico, e cercare di usare quando possibile sgabelli. Una volta individuata una posizione ottimale, potrebbe essere utile non perderla, e individuare dei reperi, per ritrovarla potrebbe essere molto importante. Anche pochi gradi possono fare la differenza, se il gesto operatorio è protratto per molto tempo. Così come per il rachide cervicale è certamente utile fare delle frequenti pause, ed eseguire uno stretching anche della colonna lombare da in piedi potrebbe essere la soluzione temporanea, ma anche una buona prevenzione. Eliminare i vecchi sgabelli e dotarsi di moderni con schienali e con sedute ergonomiche. Anche se potrebbe essere oneroso sostituirli tutti, alla lunga sarà un grande investimento Vedrai!!
Problemi a carico di Anche e Ginocchia: Certamente queste due articolazioni subiscono il peso corporeo e possono subire danni da usura molto frequenti come l'artrosi, o problematiche capsulo-legamentose, anche gravi. L'artrosi è un processo che può iniziare anche intorno ai 50 anni e diventare un problema intorno ai 60-65 anni, mentre problemi ai legamenti o ai menischi possono essere figli di ripetuti movimenti errati o attività sportive improvvisate.
Consigli pratici: Cercare di mantenere una silhouette non troppo appesantita, e cercare di inserire nella propria routine dell'attività fisica, per tenere le articolazioni sempre bel oliate e muscoli tonici e funzionali.
Un ultimo consiglio generale?
Questo breve elenco di consigli cerca di sensibilizzare le coscienze di professionisti, sia giovane che più attempati, per combattere e migliorare la propria condizione lavorativa.
A tutti mi sento di consigliare una valutazione da un fisioterapista esperto in rieducazione posturale, e chiedere una valutazione della condizione attuale, e forse di intraprendere anche in assenza di sintomi, un percorso di Rieducazione posturale, che ha lo scopo di riequilibrare tutte le tensioni e mettere il corpo umano nella condizione di lavorare al meglio.
Consiglio inoltre quando possibile di rinnovare l'attrezzatura, magari sfruttando finanziamenti, o bonus fiscali, ricordando che i soldi spesi per la qualità di vita del professionista sono dei reali investimenti, perché: non lavorare, o lavorare con dolore costa davvero di più che ammodernare o cambiare alcuni aspetti del proprio lavoro.
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