La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (Obstructive Sleep Apnea Syndrome – OSAS) da più parti è indicata come una patologia ampiamente sottovalutata e molto diffusa, una vera e propria epidemia che colpisce un numero di persone simile al diabete, caratterizzata da russamento e frequenti apnee durante il sonno che causano riduzione dei valori di ossigeno nel sangue con problemi cardio-respiratori e alterazione del sonno notturno. OSAS non solo causa di eccessiva sonnolenza ma spesso associata alle principali patologie croniche (obesità, sindrome metabolica e diabete, infarto, ictus, ed insufficienza respiratoria) che attualmente rappresentano le principali cause di morte nelle società contemporanee.
Questa patologia colpisce soprattutto la popolazione maschile tra i 40 e i 70 anni con una prevalenza variabile dal 15% al 50% della popolazione, ma anche i giovani in età evolutiva ne sono interessati. In Italia si ipotizza siano 6 milioni le persone in età lavorativa affetti da OSAS.
Rischi e costi sociali
Il rischio di apnee ostruttive del sonno che hanno importanti, e pericolose, ricadute anche dal punto di vista sociale rappresentano un pericolo per la popolazione per via dei rischi che chi ne soffre può causare quando è alla guida di un veicolo. Un decreto nel 2016 ha imposto visite particolari per le persone affette da OSAS che vogliono rinnovare la patente. Un recente studio presentato la scorsa settimana alla Convention Italia Sonno 2018, ha evidenziato come il 55% degli autotrasportatori italiani è a rischio di OSAS. Altri dati hanno indicato che i soggetti con sospetta OSAS presentano un rischio 7 volte superiore di avere scarse performance lavorative soprattutto se associati all’eccessiva sonnolenza. Quest’ultimo sintomo esponeva gli autotrasportatori con probabile OSAS ad un rischio doppio di incorrere in “quasi incidenti”.
Da questi dati, e come anche emerso da una recente indagine condotta negli Stati Uniti dall’American Academy of Sleep Medicine, è facilmente intuibile come un soggetto affetto da OSAS e adeguatamente trattato costi alla società circa 70% in meno (2.000 $) rispetto un soggetto OSAS non trattato (6.000 $). I costi da mancata prevenzione, diagnosi e terapia dell’OSAS sono determinati dalla perdita di produttività (58%), incidenti stradali (17%), infortuni sul lavoro (4%) e non ultimo scarsa qualità della vita benessere e comorbidità (20%). “Se in Italia i 5-6 milioni di potenziali pazienti OSA venissero adeguatamente trattati” – dichiara il dott. Sergio Garbarino responsabile scientifico della Convention – “permetterebbero un risparmio annuo di oltre 15 miliardi di euro, quasi l’equivalente dell’ultima manovra finanziaria!”. “Abbiamo ormai certezza che i pazienti che vengono trattati migliorano sicuramente la loro qualità di vita e benessere - sottolinea la pneumologa dottoressa Loreta Di Michele esperta di disturbi del sonno- inoltre è importante sottolineare che i pazienti con le forme più gravi della malattia, se adeguatamente trattati, presentano una maggiore aspettativa di vita rispetto a chi non viene curato”.
OSAS ed odontoiatria
Apnea ostruttiva nel sonno che rappresenta "un grave e crescente problema sanitario, sociale ed economico" con un forte (ma ancora spesso sottovalutato) impatto sulla salute pubblica secondo un documento nel 2016 approvato dalla Conferenza Stato Regioni, che delinea una serie di azioni per affrontarla al meglio. E le azioni sono multidisciplinari come aveva ricordato ad Odontoiatria33 la professoressa Antonella Polimeni Coordinatrice del Gruppo di lavoro che, nel febbraio 2015, ha prodotto per il Ministero della Salute le "Linee Guida Nazionali per la Prevenzione ed il Trattamento Odontoiatrico della Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (Osas)" e, nell'aprile del 2016, le "Linee Guida Nazionali per la Prevenzione ed il Trattamento odontoiatrico del Russamento e della Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno in Età Evolutiva"
“È una patologia –ricorda- che va approcciata in modo multidisciplinare e che coinvolge, oltre alla medicina del sonno, la pneumologia, la cardiologia, l'otorinolaringologia, la chirurgia maxillo-facciale e l'odontoiatria. Gli odontoiatri "per via delle visite di controllo periodiche dei pazienti, hanno la possibilità di intercettare precocemente i segni e sintomi dell'OSAS" spiega la prof.ssa Polimeni, tanto che "sono definiti nelle Linee Guida "sentinelle epidemiologiche". La valutazione se il soggetto presenti le indicazioni per essere sottoposto a trattamento con specifici dispositivi orali (Oral appliances, Oa)" precisa "va fatta di concerto con gli altri specialisti. È quindi molto importante che si conoscano i diversi approcci terapeutici all'OSAS, quali la terapia medica (mirata a eliminare i fattori predisponenti, come il sovrappeso o l'obesità), l'impiego della somministrazione notturna di aria a pressione positiva (Continuous positive airway pressure, Cpap) e la terapia chirurgica dei tessuti orofaringei e di avanzamento maxillo-mandibolare".
"Se esiste l'indicazione nell'adulto -prosegue la prof.ssa Polimeni- l'odontoiatra può provvedere all'applicazione di un dispositivo ortodontico di avanzamento mandibolare (Mad)". I Mad, spiega Polimeni, agiscono "mantenendo la pervietà delle vie aeree posteriori alla lingua, spostando in avanti e/o mantenendo chiusa la mandibola e aumentando la dimensione verticale occlusale. Si viene ad avere in questo modo un avanzamento della lingua, un aumento della tensione delle pareti faringee e l'impossibilità della mandibola di post-ruotare, così da impedire l'occlusione parziale o totale del flusso respiratorio. I Mad agiscono sia a livello della regione retrolinguale sia retropalatale, con un effetto sulla dimensione trasversale e sagittale". Molto importante è la scelta del "morso di costruzione" che determinerà la posizione terapeutica della mandibola con il Mad inserito nella cavità orale.
Iniziative
In occasione della Giornata Mondiale del Sonno che si celebra domani 16 marzo, Fondazione ANDI Onlus è in prima linea, insieme ad ANDI, con la campagna “Allarme apnee notturne” per sensibilizzare, attraverso i propri canali social e non solo, su un disturbo per cui la figura dell’odontoiatra può rivelarsi determinante. Gli oltre 1000 soci ANDI aderenti saranno a disposizione dei cittadini nei propri studi per informare sulla patologia e offrire esami di screening prevedono questionari dedicati in seguito ai quali, in caso di risultati positivi, i pazienti verranno rinviati a centri specialistici per effettuare analisi più approfondite e definire terapie mirate.
Oltre ai test di screening, i pazienti che entreranno in uno studio ANDI aderente alla campagna di sensibilizzazione, riceveranno anche utili consigli su come prendersi cura del proprio sonno, per esempio seguendo poche e semplici regole quali: andare a letto e alzarsi sempre alla stessa ora, non dormire più di 45 minuti durante eventuali sonnellini pomeridiani, evitare cibi pesanti, alcolici e caffeina prima di coricarsi, fare attività fisica, e, ovviamente, usare un letto confortevole. “Tutto questo a testimoniare che un dentista ANDI non solo fa tornare il sorriso ai pazienti che lo hanno perso, ma può anche farli dormire meglio”, sottolinea l’Associazione in una nota.
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