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18 Maggio 2018

Le richieste di ANDI al nuovo Governo

Prada: queste le questioni vecchie e nuove


Dopo CAO ed AIO riportiamo, oggi, le richieste che ANDI ritiene come prioritarie da portare al prossimo Governo Italiano. Questo quanto ci ha raccontato il presidente nazionale ANDI Gianfranco Prada (nella foto).

L’inizio di una nuova legislatura è sempre un passaggio delicato in quanto cambiano molti dei referenti politici e ministeriali con i quali abbiamo dialogato negli anni precedenti, in particolare in questa dove vi è stato un notevole ricambio elettorale. In più viene c’è da tener presente che negli ultimi anni viene sempre meno considerata dai politici l’azione dei cosiddetti “organismi intermedi” (quali i sindacati) a favore del populismo o del concetto “uno vale uno”, che però non trova poi seguito operativo.

Fondamentale sarà, ovviamente, capire, dopo questa lunga fase di stallo politico, chi saranno i nuovi Ministri di riferimento per la professione e quali saranno i programmi e progetti che vorranno sostenere. I programmi elettorali del Centro Destra e dei 5 Stelle, i vincitori delle elezioni, non entravano nel dettaglio dei temi che riguardano specificatamente la nostra professione e le bozze diffuse in queste ore, in merito al possibile accordo di governo, sono sempre molto generiche relativamente alla salute, al lavoro, al fisco ed alle altre tematiche di nostro diretto interesse.

Chi avrebbe mai detto che le elezioni ANDI per il nuovo  Esecutivo Nazionale, che avverranno il prossimo 26 maggio, probabilmente precederanno la formazione del nuovo governo?

Sarà quindi il nuovo Presidente Nazionale con l’Esecutivo eletto a dettare l’agenda ed indicare le priorità per la nostra professione. Fatta questa necessaria premessa, credo che i temi su cui il nuovo Governo dovrà lavorare per il nostro settore sono quelli sui quali la nostra ANDI già molto si è battuta in questi anni, dai decreti attuativi della Legge sulla Concorrenza a quelli della Legge Lorenzin. Bisogna poi pensare a come favorire l’accesso alle cure, non attraverso modelli utopici e non realizzabili, che peraltro danneggerebbero settore e salute dei pazienti, ma attraverso una maggiore detraibilità e possibilità di utilizzo della sanità integrativa, anche in studi autorizzati.

Si dovrà continuare la battaglia da noi iniziata nel 2016 contro la possibilità che il capitale sia il “gestore” dell’odontoiatria, a differenza di tutte le altre professioni costituzionalmente protette. La nostra visione prevede che il capitale possa essere finanziatore dell’attività odontoiatrica ma come socio di minoranza, in modo da non poter mai condizionare l’operato del medico, e che le StP siano l’unico modello societario a poter esercitare legalmente ed eticamente l’attività odontoiatrica. Si dovrà fare a capire alla Politica che le regole attuali hanno creato disparità enormi tra Società commerciali odontoiatriche e studi monoprofessionali, a discapito proprio di quel diritto alla concorrenza, spesso invocato dal legislatore, e delle tutele del paziente.Infine la questione della pubblicità sanitaria, della necessità (se non è possibile abolire quella commerciale) di regolamentarla come è regolamentata quella su farmaci e dispositivi medici, riattivando un controllo preventivo del messaggio, da parte degli Ordini, ora organi sussidiari dello Stato, dopo l’approvazione della Legge Lorenzin. 

Poi ci sono i temi storici su cui bisogna continuare a combattere, come l’eccessiva tassazione e la burocratizzazione dello studio, la questione ECM, le problematiche legate all’autorizzazioni sanitarie etc. Sappiamo bene quanto questi temi siano importanti e dall’esperienza avuta in questi anni sappiamo anche quanto sia difficile non tanto farci ascoltare, nella legislatura appena chiusa siamo riusciti a fare approvare emendamenti che poi si sono tradotti in legge (vedi abusivismo e prestanomismo), ma fare capire al legislatore che non si tratta di battaglie corporative ma di interventi che servono a valorizzare il patrimonio della libera professione, quel patrimonio di professionisti che in questi decenni ha saputo salvaguardare la salute orale degli italiani, facendosene carico e sopperendo alle gravi carenze del SSN.  

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