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07 Gennaio 2019

Le norme sulle comunicazioni in sanità e sui direttori sanitari sono legge. Il testo e le razioni (positive)


Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Legge di Bilancio 2019 entrano in vigore anche le nuove disposizioni sulla comunicazione in Sanità e sui direttori sanitari. Per la prima viene confermato quanto consentito dalla Bersani indicando che le comunicazioni potranno contenere esclusivamente gli elementi funzionali a garantire la sicurezza dei trattamenti sanitari, escludendo qualsiasi elemento di carattere promozionale o suggestivo.Per quanto riguarda i direttori sanitari le strutture sanitarie private di cura dovranno dotarsi di un direttore sanitario iscritto all’Ordine della provincia dove la struttura ha la sede operativa. 

Positive le reazioni all’approvazione delle norme. L’On. Rossana Boldi, promotrice degli emendamenti inseriti nella Legge di Bilancio, in un Tweet ha sottolineato come “una corretta informazione, specie in tema di sanità è fondamentale a difesa dei pazienti e della buona sanità!!!” 

In una nota congiunta CAO, AIO ed ANDI ricordano come l’approvazione delle norme sia “un risultato che sottolinea l’impegno sinergico di CAO, ANDI e AIO volto verso la ridefinizione degli standard professionali coerentemente al mutamento degli scenari professionali, congiunturali e sociali”. Norma, continua la nota che richiama “i principi della libera e consapevole determinazione del paziente, a tutela della salute pubblica, della dignità della persona e del suo diritto a una corretta informazione sanitaria”.  

Raffaele Iandolo, presidente nazionale CAO, commenta: “Entra in vigore, con l’inserimento nella legge di bilancio 2019, una norma che determinerà, da ora in poi, una regolamentazione della pubblicità in sanità che valorizzi l’aspetto informativo, cancellando quello promozionale e commerciale. Tutto quanto abbiamo spiegato e proposto, nella nostra interlocuzione con la politica, è stato pienamente recepito. Questo risultato, unico nella storia dell’Odontoiatria italiana, viene ottenuto grazie al fatto che l’intera professione – Commissione Albo Odontoiatri nazionale, con tutta la FNOMCeO, ANDI ed AIO, e Fondazione Enpam – ha chiesto con un’unica voce che si regolamentasse la giungla ad oggi esistente in tema di informazione sanitaria. La sensibilità dell’on. Boldi, promotrice per conto della Lega del provvedimento, unitamente alla disponibilità di altre forze politiche, in maggioranza e non, va assolutamente riconosciuta e tenuta nel giusto conto. La politica nobilita il proprio ruolo nel prendere in considerazione seriamente e fattivamente l’esigenza di tutela della salute del cittadino, mediante scelte libere e consapevoli. Quando si parla di salute, il cittadino deve essere messo nelle condizioni di poter decidere liberamente, avendo a disposizione informazioni corrette e trasparenti, e non lasciato in balia di messaggi suggestivi, incompleti e contraddittori, quando non palesemente ingannevoli”. 

Secondo Carlo Ghirlanda, presidente ANDI “Arrivano finalmente i primi segnali di un riordino che da troppo tempo era atteso. Un cambiamento che ha trovato nella sinergia e nel coordinamento tra gli esponenti del settore dentale la linfa necessaria per portare a frutti concreti. Una strategia che vede CAO, ANDI e AIO in collaborazione con ENPAM, impegnate e attive in un fronte comune, come mai era avvenuto prima.” 

“Siamo soddisfatti che l’Emendamento approvato abbia ulteriormente ribadito il ruolo degli Ordini nel controllo dei contenuti dei messaggi pubblicitari“, ribadisce Fausto Fiorile, presidente dell’Associazione Italiana Odontoiatri. “Con l’obbligo di iscrizione del Direttore sanitario nella provincia in cui opera la Struttura, finalmente gli Ordini hanno un’arma in più per controllare meglio la situazione e prevenire i “comportamenti scorretti”; un compito che fino ad oggi dovevano svolgere con molte più difficoltà, visto il continuo avvicendarsi, all’interno delle Catene, di direttori sanitari provenienti spesso da regioni molto lontane. Dobbiamo lavorare –continua Fiorile– per recuperare il rapporto di fiducia con i nostri pazienti e cambiare le norme che in questi anni la Politica ha voluto applicate anche all’ambito sanitario. Ma anche il nostro atteggiamento di medici deve rimanere coerente con il giuramento che tutti noi abbiamo fatto. Non lasciamoci mai tentare da logiche commerciali”.  

Questi i testi pubblicati in Gazzetta Ufficiale:   

Comma 525. Le comunicazioni informative da parte delle strutture sanitarie private di cura e degli iscritti agli albi degli Ordini delle professioni sanitarie di cui al capo II della legge 11 gennaio 2018, n. 3, in qualsiasi forma giuridica svolgano la loro attività, comprese le società di cui all’articolo 1, comma 153, della legge 4 agosto 2017, n. 124, possono contenere unicamente le informazioni di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, funzionali a garantire la sicurezza dei trattamenti sanitari, escluso qualsiasi elemento di carattere promozionale o suggestivo, nel rispetto della libera e consapevole determinazione del paziente, a tutela della salute pubblica, della dignità della persona e del suo diritto a una corretta informazione sanitaria. 

Comma 536. In caso di violazione delle disposizioni sulle comunicazioni informative sanitarie di cui al comma 525, gli ordini professionali sanitari territoriali, anche su segnalazione delle rispettive Federazioni, procedono in via disciplinare nei confronti dei professionisti o delle società iscritti e segnalano tali violazioni all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ai fini dell’eventuale adozione dei provvedimenti sanzionatori di competenza. Tutte le strutture sanitarie private di cura sono tenute a dotarsi di un direttore sanitario iscritto all’albo dell’ordine territoriale competente per il luogo nel quale hanno la loro sede operativa entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.  

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Rimane ancora in discussione quello che se approvato consentirebbe ai cittadini iscritti ai Fondi Sanitari di scegliere il medico o il dentista a cui rivolgersi


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