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10 Gennaio 2019

Addio agli Studi di settore, arrivano gli ISA. ANDI al So.Se.: servono Incidici differenti per studi e società

Nor. Mac.

Tra le tante novità che il 2019 porta sui temi fiscali c’è anche il “pensionamento” degli Studi di Settore che vengono sostituiti con gli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità) e che si applicheranno al periodo d’imposta 2018, quindi già per la dichiarazione 2019. 
A fine dicembre, il Ministero dell’Economia ha emanato il decreto che istituisce 106 nuovi indici fiscali, dopo i primi 69 introdotti nel marzo scorso. Tra questi dovrebbero rientrare anche gli studi odontoiatrici con l’ISA AK21U. 

Il nuovo sistema introduce una nuova scala di valori con cui l’Agenzia delle Entrate potrà verificare normalità e coerenza della gestione aziendale e professionale dei contribuenti definendone il grado di affidabilità con un voto da 1 a 10: tanto più alto il punteggio raccolto, tanto più elevato il premio riconosciuto al soggetto virtuoso che potrà, con un 10, ritrovarsi anche esonerato dagli accertamenti sintetici. A questo link un nostro approfondimento. 

Stando il resoconto (disponibile sul sito del dell’Agenzia delle Entrate) redatto da ANDI dell’incontro tra rappresentanti dell’Associazione e So.Se. (avvenuto il 19 novembre scorso) per valutare l'Indice di valutazione specifico per gli studi odontoiatrici, ANDI propone “di creare due diversi ISA.  

  • Nel primo Indice ANDI suggerisce di comprendere gli studi professionali dei singoli medici odontoiatrici, gli studi professionali associati e gli studi professionali facenti capo alle società tra professionisti (s.t.p.), ovvero tutte le articolazioni del settore odontoiatrico che sono iscritte all'Ordine professionale. 
  • Nel secondo Indice, invece, si è chiesto di comprendere tutte le società di capitale, Srl o SPA, società di servizi o grandi catene low-cost, società che operano in franchising o società partecipate in tutto o in parte da grandi gruppi economici”. 

ISA che per ANDI potrebbero da subito avvalersi di una distinzione all'interno del medesimo codice Ateco (in attesa di una modifica auspicata viene precisato) che offrirebbe chiarezza e dati statistici certamente più affidabili. 

La richiesta, viene motivata dal fatto che spesso queste società sono classificate con lo stesso codice Ateco degli studi odontoiatrici (86.23.00), ma “hanno evidentemente un modello organizzativo diverso dagli iscritti all'Ordine, per dimensioni e modalità operative ed, evidentemente, diverse economie di scala”. 

Per avvallare la richiesta ANDI fa anche presente che “tutte queste società di capitale hanno un oggetto sociale molto ampio e variegato dove si può trovare di tutto e dove, comunque, l'esercizio (abusivo?) della attività odontoiatrica, debitamente camuffata nell'oggetto sociale, è solo una parte del tutto e, quindi, il relativo fatturato è solo una parte dell’intero fatturato realizzato. Per tale ragione tutti i dati desunti dall'attività di queste società che vengono rilevati a fini statistici inquinano i dati veri del settore, alterando sensibilmente il quadro di riferimento economico”. Una eventuale duplice determinazione dell'Indice all'interno dello stesso ISA AK21U, seppur auspicata, per ANDI “risulta ancora largamente insufficiente ad offrire una corretta rappresentazione della nuova realtà del settore della medicina odontoiatrica”.

“Le Stp, ad esempio –spiega ANDI- sono erroneamente assimilate alle imprese e resta del tutto irrisolto il problema dell'inquinamento dei dati statistici procurato dalle società di capitale che dichiarano come attività prevalente quella del codice Ateco 86.23.00, ma che in realtà svolgono anche altre attività economiche”. 

Evidenziando come nel breve tempo dedicato alla loro audizione, e delle poche informazioni ricevute, non sia stato possibile “esprimere un fondato parere, positivo o negativo che sia, sulla vostra elaborazione dell'ISA AK21U”, ANDI evidenza tre “circostanze”: 

1) Non vengono più considerate le ore e le settimane di lavoro del titolare o dell'associato. Ci chiediamo come possa essere valutato il loro lavoro;

2) per di più notiamo che tra le variabili considerate dalle stime econometriche dei ricavi per addetto ritroviamo i dipendenti con un coefficiente positivo elevato quando abbiamo sempre fatto rilevare che, nel settore della medicina odontoiatrica, i dipendenti non producono ma aiutano a produrre meglio, a differenza della gran parte delle altre attività libero professionali;

3) c'è il timore che l'aver ridotto il numero dei MOB in un settore così articolato possa comportare un "appiattimento" dell'attività odontoiatrica. Il MOB 2, nel quale confluirà la maggior parte degli operatori, rischia di essere un contenitore troppo grande ed indistinto. Inoltre il MOB 11, l'unico che forse rappresenta la nuova realtà del settore, presente inspiegabilmente un coefficiente della funzione di stima negativo maggiore rispetto agli altri MOB.   


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