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07 Giugno 2019

La prevenzione odontoiatrica sia parte centrale delle politiche sanitarie europee. Il CED pubblica il libro bianco

Francesca Giani

Indirizzare i politici per fare in modo che la prevenzione diventi, all’interno delle politiche sanitarie europee e nazionali, un cardine della salute orale, così come, oggi, lo è di quella complessiva. È questo al centro del Libro Bianco “Oral care: prevention is better than cure”, approvato al Consiglio Europeo dei Dentisti (CED) nel recente appuntamento che si è tenuto a Vienna a fine maggio.    

Premessa del documento è che “ogni cittadino in Europa ha diritto a ricevere cure appropriate, incluse quelle relative alla salute orale, elemento fondamentale per un benessere complessivo”.  I sistemi sanitari di tutto il mondo, alle prese con riduzione di budget, stanno sempre più convergendo verso il concetto della centralità della prevenzione e, proprio in questa direzione, il CED, “vuole sottolineare l’importanza di diffondere in Europa tale approccio anche nella gestione della salute orale, rivedendo quindi il ruolo della prevenzione nel percorso di cura odontoiatrica e ribadendo anche la necessità di investire risorse su tale specifico capitolo”.

Per questo, elemento centrale del Libro Bianco, composto da nove pagine, come rimarcato da Marco Landi (nella foto), presidente CED, “sono i messaggi chiave, contenuti nella parte finale, che dettano le linee di indirizzo ai politici e, di rimando, alla popolazione. Il primo concetto sottolineato è che la salute orale deve essere riconosciuta e promossa come parte integrante e cruciale della salute generale. Un concetto, se vogliamo, ovvio, ma che all’interno di un documento di carattere globale come questo acquisisce un maggiore risalto”.

Come secondo punto, viene richiamata “la discussione intorno alla necessità di diminuire l’assunzione di zuccheri, in quanto principale fattore rischio per la carie. Quello che abbiamo voluto chiedere è che l’Unione Europea continui a promuovere una politica per ridurne la presenza negli alimenti e nelle bevande, mediante campagne di sensibilizzazione, ma anche mediante la promozione, verso gli Stati membri, di politiche disincentivanti, quali per esempio la tassazione – con l’impiego, però, del ricavato in politiche di prevenzione nel campo della salute orale”.

Tra gli altri temi toccati dal documento c’è poi “il miglioramento dell’accesso alla fluorizzazione, pilastro della prevenzione, secondo i metodi più appropriati per ogni Paese - che non devono necessariamente basarsi sull’acqua, ma possono includere anche altri sistemi, come il sale per esempio», nonché tutto il capitolo del «cancro orale, per il quale un punto importante è di rendere disponibile ovunque a ragazze e ragazzi la vaccinazione contro l’Hpv”.

Inoltre, secondo il Libro Bianco, “l’Unione dovrebbe investire maggiormente in campagne di sensibilizzazione dei cittadini, che sottolineino l’importanza della salute orale e di stile di vita sani, anche per cercare di superare le diseguaglianze nel campo dell’accesso a cure di qualità”. Ma “prevenzione e promozione della salute devono essere una priorità anche nella formazione universitaria e nella pratica quotidiana dei professionisti sanitari, dentisti inclusi. Educare a un approccio globale della salute diventa fondamentale, anche in una logica interprofessionale”.

Un ulteriore indicazione riguarda la ricerca: “la richiesta è che attraverso i prossimi programmi di finanziamento europei si possa investire anche nella ricerca rivolta al campo della salute orale”.

“Offrire prevenzione per un Odontoiatra» è il commento, in una nota, di Stefano Colasanto, membro della delegazione AIO al CED “significa costruire nel tempo prestazioni più accessibili e una relazione più solida con il paziente. AIO in questo decennio ha offerto tre proposte. Nel 2012 lanciammo un voucher per i meno abbienti a carico pubblico per un costo totale di 100 milioni di euro. Nel 2015 al congresso sul terzo pagante evocammo un aumento al 55% delle detrazioni per prestazioni odontoiatriche di ortodonzia e protesi e al 39% per le altre cure. Nel 2017 abbiamo ipotizzato di costruire un fondo virtuale con cui mirare investimenti per un piano sanitario odontoiatrico presentato in audizione in Parlamento. Oggi siamo contenti di sapere che un Fondo da 40 milioni sarà istituito in Grecia per la prevenzione odontoiatrica così da tutelare i cittadini più piccoli e le fasce deboli”.     

 
 

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