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28 Febbraio 2020

ECM ''esclusa da contratto'' per i medici del Pubblico

De Falco (CIMO): i medici nelle ore che dovrebbero dedicare alla formazione, devono svolgere le funzioni aziendali per sopperire alle carenze di personale


Antonio De FalcoAntonio De Falco

E’ stato il direttore di Odontoiatria33 Norberto Maccagno, nel suo ultimo DiDomenica, ad evidenziare come se da un lato l’articolo 50 e 51 del nuovo Ccnl della dirigenza medica (ma anche nei precedenti) prevede che l'ospedale o l'Asl garantisca anche economicamente l'acquisizione dei crediti formativi ai dirigenti, dall’altra parte, sempre gli stessi articoli nel caso di impossibilità anche parziale di garantire almeno il minimo dei crediti ECM il medico è giustificato a non raccogliere i crediti e no può essere penalizzato. 

Sempre nel DiDomenica il direttore di Odontoiatria33 avanzava la possibilità che, proprio grazie a questo articolo dle Ccnl, ASL ed Ospedali non siano di fatto incentivati ad corrispondere ai propri dipendenti la formazione. 

A chiedere “lumi” sulla situazione ad Antonio De Falco, responsabile della formazione della Cimo -sindacato ospedalieri- è stato Mauro Miserendino di Doctor33. Va chiarito che CIMO non ha firmato inizialmente il contratto - in disaccordo sul testo su molti punti ritenuti penalizzanti, per poi apporre una firma tecnica -c'è una premessa da fare. 

“Non solo la formazione continua, ma tutta la formazione è stata penalizzata in questi anni. Sono mancati anche eventi e periodi formativi, in genere sul campo e per i quali al momento non è previsto l'accreditamento, che talora hanno più valore dell'ECM; ad esempio, possono includere periodi di specializzazione in specifici istituti ospedalieri, si pensi all'impratichirsi di un chirurgo su una tecnica”, commenta De Falco che aggiunge. “Rispetto a 17 anni prima con il nuovo contratto la situazione per il medico adesso è ulteriormente peggiorata. Nel vecchio contratto tutta la formazione inclusa l'ECM era oggetto di formazione aziendale e di confronto regionale. Per costruire la formazione manageriale e continua e far valere i diritti del medico discente i sindacati avevano dunque due tavoli. Che adesso non ci sono più. La trattativa aziendale è stata sostituita dalla presenza di un comitato paritetico consultivo dove non contano la numerosità nazionale dei sindacati, il consenso, ma tra le sigle rappresentative una vale l'altra, ciascuna voce ha un voto. Inoltre, questa materia è scomparsa da quelle dove era previsto un confronto sindacati-regione. Insomma, come sindacati abbiamo perso la forza della rappresentatività in una sede, mentre nell'altra - regionale - non ci siamo praticamente più. Per fare un esempio paradossale, se un manager volesse fare un'azione formativa pluriennale specifica "fuori tema", non è necessario contatti una controparte. Questa novità è passata nell'indifferenza quasi generale”. 

Quando viene ricordato, come ipotizzato nel DiDomenica che i medici dipendenti che non raccolgono i crediti ECM previsti si troveranno coperti da un'assicurazione contro i rischi da responsabilità solo se dimostrano di avere il minimo necessario dei crediti formativi per l'ECM De Falco dice: “Sì, e in questo caso è giusto sottolineare che si parla di crediti di educazione continua, ma io esorterei a guardare più in là, al vulnus che si è inflitto in questi anni di carenza di personale e mancato turnover a tutta la formazione. La previsione normativa è che nelle 4 ore settimanali dedicate alle attività non aziendali come la formazione i medici dipendenti siano considerati in servizio a tutti gli effetti; di fatto si sono avuti sempre meno eventi e sempre più medici dirottati a svolgere funzioni assistenziali per sostituire altri colleghi in attività lavorative delicatissime. A ciò va aggiunto che, mentre per una piccola realtà è facile organizzare la formazione aziendale, per un ospedale grande con varie centinaia di dipendenti distribuiti tra venti professioni sanitarie, l'articolazione di eventi per pacchetti di discenti è molto complessa, da una parte richiede eccellenza, dall'altra può saltare alla prima emergenza dovuta a carenze di personale. È quanto accaduto, in molte realtà. La speranza è che i piani assunzionali derivanti dalle normative approvate in questi mesi, favorendo l'incremento di personale, diano nuovo slancio agli eventi formativi”. 

Photo Credit: CIMO.it

 
 

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