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15 Maggio 2020

Via libera CTS alle Indicazioni operative per l’attività odontoiatrica durante la Fase 2

Rispetto al testo inviato dal Tavolo ministeriale costituito ad hoc alcune piccole modifiche che riguardano mascherine, camice ed areazione. Ecco il testo

Norberto Maccagno

Disco verde per le “Indicazioni operative per l’attività odontoiatrica durante la fase 2 della pandemia Covid-19” anche dal Comitato Tecnico Scientifico instituito dal Governo per gestire la Fase 2. A confermare l’approvazione del lavoro prodotto dal Tavolo tecnico istituito ad hoc è stato il Vice Ministro Sen. Pierpaolo Sileri ieri a Mattino 5 su Canale Cinque. 


Il percorso 

A realizzare il lavoro, viene spiegato nel documento, è stato “un Tavolo tecnico appositamente costituito il 10 aprile su proposta del Viceministro Sen. Pierpaolo Sileri con incarico derivante dalla segreteria del Capo di Gabinetto del Ministro” inviato ai componenti nominati: prof. Enrico Gherlone referente del gruppo di lavoro, prof.ssa Antonella Polimeni, dott. Fausto Fiorile presidente AIO, dott. Raffaele Iandolo presidente CAO, dott. Carlo Ghirlanda presidente ANDI.In data 30 aprile 2020 il documento prodotto è stato recapitato al Capo della Segreteria del Viceministro Sen. Sileri, che ha provveduto a trasmetterlo in data 1 maggio alla Segreteria del Capo di Gabinetto del Ministro e al prof. Agostino Miozzo, coordinatore del CTS nazionale. Il documento è stato validato dal CTS in data 13 maggio 2020 e sono state inserite alcune piccole modifiche riportate nel testo. 

“Un lavoro importante che ha consentito, in tempi brevi, agli odontoiatri italiani di poter ripartire dopo il lockdown con delle indicazioni e protocolli validati che non solo sono applicabili in studio garantendo la sicurezza dei professionisti, quella dei propri collaboratori e dei pazienti, ma il cui rispetto mette al riparo il titolare dello studio, ma anche il singolo professionista, dalle criticità medico legali ed assicurativi che potrebbero insorgere”, spiega ad Odontoiatria33 il prof. Enrico Gherlone.

“Sono molto soddisfatto di quanto prodotto che si basa sulle attuali conoscenze sceniche ed il merito va esclusivamente ai componenti del Tavolo ed a quelli del Gruppo di Lavoro attivato dalla CAO nazionale”. 


Le integrazioni del Comitato Tecnico Scientifico 

Rispetto al documento consegnato dal Tavolo tecnico, anticipato nei giorni scorsi, sono poche e formali le modifiche apportate. Quella che, forse, comporterà una più attenta attenzione da parte dello studio riguarda le mascherine.

Considerato che in questa fase anche il paziente che non presenta sintomi da Covid-119 deve essere trattato come se fosse asintomatico e quindi potenzialmente “contagioso” le mascherine raccomandate sono le FFp2 senza filtro che possono essere utilizzate sino alle 6 ore, salvo non manifestino segni di usura. Mascherine che, per il loro alto potere di filtraggio e l’utilizzo prolungato, possono comportare, in alcuni soggetti, difficoltà di respirazione dopo un prolungato utilizzo.

Anche per questo motivo il CTS, in particolare per questioni inerenti la tutela del lavoratore, ha voluto precisare che per l’utilizzo delle FFp2 senza valvola, “andrà valutata la compliance dell'operatore sanitario anche in considerazione del suo stato di salute mediante la collaborazione, in caso della presenza di lavoratori (ai sensi dell'art. 2 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.), del medico competente se già nominato, o altrimenti di un medico competente nominato in via straordinaria e ad hoc per il periodo emergenziale o soluzioni/figure alternative, anche con il coinvolgimento delle strutture territoriali pubbliche (ad esempio, servizi prevenzionali territoriali, Inail, ecc.) che, come per altre attività, possano effettuare le visite, magari anche a richiesta del lavoratore. In assenza della sorveglianza sanitaria (per scelta del D.L.) e previo consenso del lavoratore, il medico di medicina generale potrebbe supportare il datore di lavoro comunicando tramite il lavoratore eventuali criticità. Il datore di lavoro dovrà tenerne conto in rapporto anche ai carichi di lavoro. Per coloro che, sotto la propria responsabilità di datore di lavoro e dopo attenta valutazione della propria realtà lavorativa non si avvalgono della collaborazione del medico competente, le stesse considerazioni che hanno determinato questa scelta (misure organizzative, di prevenzione e protezione, misure specifiche di prevenzione dell’ infezione, organizzazione e gestione del lavoro, utilizzo del personale, informazione e formazione) saranno riportate nella integrazione del DVR a sostegno di quelle tesi”. 

Altra integrazione riguarda i DPI a protezione degli occhi: schermi facciale ed occhiali protettivi. Nella stesura definitiva viene precisato che “è raccomandabile la disinfezione al termine dell'attività prestata ad ogni paziente”. Per quanto riguarda i camici (associati a cuffie) e tute (entrambi in materiale idrorepellente), viene raccomandato di utilizzarli come DPI quelli “di terza categoria secondo la norma UNI EN 14126”.

Per i materiali confermata la raccomandazione per quelli in TNT e TTR e la sostituzione dopo ogni paziente.Per evitare la sostituzione frequente viene consigliato l’utilizzo di manicotti monouso preformati in TNT con polsino. In questo contesto, viene precisato “per l’uso di manicotti devono essere considerate anche le altre parti del corpo che possono venire in contatto con il paziente, associandoli quindi alla protezione di altre superfici corporee attraverso camici o grembiuli monouso”.

Laddove siano disponibili calzature non lavabili si raccomanda l'uso dei calzari. 

Altre precisazioni riguardano l’areazione dei locali. Quella raccomandata è la ventilazione naturale delle aree operative per almeno 10-15 minuti (Pyankov OV et al., 2018) aprendo porte e finestre frequentemente e comunque fra un paziente e l’altro. “In assenza di ventilazione naturale è raccomandabile garantire, in accordo con quanto descritto dalla norma tecnica UNI 10339, una portata d’aria di 39,6mc/h per persona”.    

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