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28 Maggio 2021

L’impatto del fumo sui denti

In occasione della Giornata Mondiale senza tabacco una guida informativa preparata sula relazione tra fumo e salute orale. 5 temi da condividere con i propri pazienti


Il 25% dei decessi per cancro a livello globale sono da imputare al tabacco, che aumenta anche il rischio di malattie cardiovascolari e polmonari e, inalato passivamente, uccide oltre 1 milione di persone ogni anno.

L’impatto negativo del fumo sulla salute generale delle persone è ormai un fatto noto, ma, spesso, non viene considerato l’effetto deleterio che può avere sul cavo orale.
In occasione della Giornata Mondiale senza tabacco (31 maggio) - che ha come focus ‘Commit to quit’, ovvero ‘Impegnarsi a smettere’ Straumann Group ha deciso di fare luce sul tema insieme al dott. Daniele Cardaropoli – medico odontoiatra e parodontologo, autore del Gruppo EDRA– realizzando una guida informativa sulla relazione tra fumo e salute orale. 


Fumatori VS non fumatori: identikit del sorriso

Le prime differenze si notano a livello estetico: i denti dei fumatori tendono a ingiallirsi e macchiarsi più facilmente, fattore che aumenta la possibilità di accumulo di placca e tartaro, che incide sulla recessione delle gengive. I fumatori, inoltre, per via delle sostanze tossiche assorbite dalle mucose della bocca, sono maggiormente soggetti ad alitosi, una conseguenza sgradevole che incide anche sulla sfera sociale delle persone. Alcuni studi, inoltre, suggeriscono un’igiene orale più trascurata nei fumatori, accompagnata da una minor presenza dei principali protagonisti di un sorriso bello e sano: i denti. Tutti fattori che potrebbero portare i fumatori a sorridere con meno frequenza.  


I rischi del tabacco per il cavo orale

Cancro orale, gengivite e parodontite sono le principali patologie in cui si rischia di incorrere a causa delle oltre 4000 tossine presenti nel fumo di sigaretta: ad esempio, i fumatori incalliti (oltre 10 sigarette al giorno) hanno una possibilità da 3 a 5 volte superiore di sviluppare la parodontite, che è la sesta malattia più diffusa al mondo, con 743 milioni di casi, e che può portare alla perdita dei denti. Nei giovani il pericolo aumenta: uno studio ha riscontrato nel 51% degli adolescenti che fumano tanto forti associazioni tra fumo e parodontite. In generale, inoltre, i fumatori vivono un pericolo più grande di edentulia (perdita dei denti) rispetto ai non fumatori. Il tabacco, infine, induce una riduzione della vascolarizzazione - uno dei meccanismi cardine della salute gengivale (e dell’intero corpo umano) – che porta ad un mascheramento del sanguinamento, uno dei campanelli d’allarme principali per intercettare in modo precoce le patologie legate al cavo orale.  


Fumo e impianti

Il fumo di sigaretta incide inoltre sulla risposta terapeutica dei pazienti, peggiorando e rallentando la guarigione delle ferite a seguito di interventi di chirurgia orale o trattamenti non chirurgici, determinandone l’esito. Un esempio è la terapia implantare (che prevede la sostituzione dei denti naturali mancanti con impianti): nei fumatori riscontra maggiori tassi di fallimento, rischi di gravi infezioni postoperatorie (come la perimplantite) e perdita ossea. Infatti, la percentuale di successo di un impianto nei fumatori si aggira intorno al 77%, con un +11% di probabilità di esito positivo a favore dei non fumatori. Le complicanze, inoltre, sono direttamente proporzionali alla quantità e agli anni di consumo del tabacco: chi fuma tanto (oltre 10 sigarette al giorno e da più di 10 anni) ha il 31% di rischio di vedere fallire il proprio impianto. In pazienti a rischio il professionista può per esempio scegliere un impianti con una un esempio è una superficie chimicamente attiva che ha dimostrato di ridurre il periodo di guarigione da 6-8 a 3-4 settimane e ha registrato il 100% di sopravvivenza dell’impianto nei pazienti fumatori. 


Accorgimenti e consigli utili

A fronte degli innumerevoli rischi, è bene che i pazienti fumatori alzino la soglia di attenzione nei confronti della propria salute orale. In generale, mai dimenticare dentifricio al fluoro, filo interdentale e collutorio, che possono aiutare a contrastare infezioni e accumuli di placca e tartaro. Fondamentale motivare i pazienti fumatori verso controlli più frequenti dal proprio odontoiatra rispetto al paziente non fumatore, incrementando anche i trattamenti di pulizia dei denti, spiega il dott. Cardaropoli. "Inoltre, non posso che consigliare di ridurre l’uso di tabacco: un paziente che fuma 6-8 sigarette al giorno già riscontra un notevole calo del rischio di sviluppo di patologie orali (e non) e un minor danno estetico. L’ideale sarebbe comunque convincerlo a smettere completamente”. 


Stop al fumo: l’impatto sulla salute orale

In molti soggetti e in vari studi, smettere di fumare ha comportato un miglioramento della salute parodontale, motivo per cui l’abbandono della pratica potrebbe costituire parte integrante della terapia sperimentale e della prevenzione. Dopo un anno dall’ultima sigaretta, infatti, le gengive si risanano completamente e, dopo 10, si riduce il rischio di contrarre il carcinoma del cavo orale.  

A cura di: Ufficio Stampa

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