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12 Ottobre 2021

Nell’ultimo decennio, cresce del 43% il numero dei dentisti in Spagna

Lorena Origo

Il Consejo General de Dentistas spagnolo ha pubblicato il suo Rapporto tecnico demografico sui dentisti in Spagna nel 2021, in cui analizzava vari parametri come il rapporto popolazione/odontoiatri e la distribuzione dei professionisti per gruppi di età e genere.

All'1 gennaio 2021, gli ultimi dati pubblicati dall’Instituto Nacional de Estadística hanno mostrato che il numero reale di dentisti nel paese era di 39.764 e che la proiezione fatta nel 2010 di 40.000 professionisti era accurata.

L’aumento rilevato nel decennio 2010/2020 è stato del 43%, portando così il rapporto popolazione/odontoiatra a 1192; nel 2010 il rapporto era di 1671.

I valori più elevati riguardano la Comunità di Madrid (rapporto di 778 abitanti/odontoiatra) e di Castilla la Mancha (rapporto di 2021 abitanti/odontoiatra).

Si tratta dati molto alti considerando che l’Organizzazione Mondiale della Sanità suggerisce il rapporto di 1 dentista ogni 3500 abitanti.

Per quanto riguarda le variabili demografiche, il 57,3% dei professionisti sono donne, con un aumento di 13 punti rispetto al 2010 (44,4%). Attualmente, circa il 60% ha meno di 45 anni, dato che si è stabilizzato dal 2012 (primo anno per il quale sono disponibili i dati dei professionisti per età).

In Spagna, circa 1980 nuovi dentisti si laureano ogni anno nelle 23 scuole odontoiatriche pubbliche e private esistenti. Per questo motivo, il Consejo General de Dentistas sottolinea l’importanza della regolamentazione delle risorse umane sanitarie, sia nel settore pubblico che in quello privato.

Allo stesso modo, ricorda che la stessa OMS afferma che “le politiche per il controllo delle risorse sanitarie sono molto importanti perché riguardano sia i professionisti che la società in generale”.

In merito, il dottor Óscar Castro ha sottolineato che “l’attuale rapporto popolazione/odontoiatri nel nostro paese è chiaramente sproporzionato, senza che siano previste azioni correttive a medio termine. I quasi 2000 nuovi professionisti che si laureano ogni anno sono più del doppio rispetto a paesi come la Francia o il Regno Unito, con popolazioni molto più grandi della nostra. A questo bisogna aggiungere che solo 1 spagnolo su 2 si reca dal proprio dentista almeno 1 volta all'anno, collocando il nostro paese ben al di sotto della media delle cure dentistiche dell’Ue”.

Il Consejo General de Dentistas, con l'appoggio incondizionato di tutti i presidenti degli Ordini Ufficiali, da molti anni chiede l’attuazione di un effettivo clausus numerico che permetta di razionalizzare le reali esigenze degli odontoiatri.

L’esperienza degli ultimi anni mostra che l’assenza di tale normativa provoca conseguenze negative per la professione, costringendo migliaia di giovani già formati a emigrare in altri paesi dell’UE.

Allo stesso modo, studi internazionali mostrano che l’eccesso di professionisti in ambito odontoiatrico aumenta il rischio di eseguire trattamenti eccessivi e può compromettere la qualità delle cure.


Sull'argomento leggi anche:

24 Gennaio 2020 Albo degli odontoiatri, il 43% degli iscritti ha più di 60 anni

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