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10 Ottobre 2022

Allineatori: i rischi del fare i “contoterzisti”

Il presidente SUSO torna sulla questione degli studi che si prestano per fare da copertura a vendite di allineatori online ricordando i rischi legali ed i doveri deontologici


Non serberebbero essere serviti gli appelli e le iniziative a rimarcare l’inopportunità di iniziative commerciali, difformi dall’attuale impianto legislativo nazionale, in tema di allineatori dove professionisti si prestano a supportare con la propria attività clinica svolta nei propri studi, le promozioni spesso online di aziende che propongono allineatori. Attività commerciale alimentata da campagne pubblicitarie che spesso non informano correttamente il cittadino che si tratta di una terapia medica e non di un semplice lifting estetico. 

A ricordarlo è il presidente SUSO Gianvito Chiarello (nella foto) all’indomani della presa di posizione del Commissario Europeo al mercato interno, Thierry Breton, proprio in tema di pubblicità sanitaria. 

Alcune aziende note del settore dentale continuano a proporre vendite online al pubblico del proprio prodotto ortodontico come se fosse un prodotto cosmetico e non un dispositivo medico, appoggiandosi a odontoiatri disposti a prendere un’impronta digitale”, ricorda Chiarello ribadendo i rischi per i cittadini ma anche degli odontoiatri che si prestano.

Nei messaggi pubblicitari il cittadino non capisce che l’allineatore è un dispositivo medico che serve per ripristinare un difetto masticatorio e non un prodotto cosmetico, che deve essere attentamente studiato e prescritto da uno specialista in ortodonzia. Mentre i colleghi che ‘prestano’ il loro studio alle aziende, purtroppo non sanno che sono poi loro i responsabili degli eventuali insuccessi, nonostante le aziende firmino contratti che dicono il contrario”, dice il presidente SUSO che si appella ai colleghi al rispetto della propria professionalità e della Deontologia. 

Gli allineatori trasparenti –sottolinea- sono uno dei mezzi terapeutici, non presidi buoni per ogni stagione, dispensati in nome del marketing a tutti i costi. Presuppongono una cultura ortognatodontica acquisita in anni di studio e formazione. Accettando la ‘collaborazione’ si rischia non solo un procedimento dell’Ordine, ma di sminuire il ruolo professionale consegnando la professione nelle mani di chi considera la Sanità come business, non impegno sociale”. 

Un appello particolare, il presidente SUSO lo indirizza “ai giovani colleghi: Non lasciatevi suggestionare dalla possibilità di nuovi pazienti e trattarli con attrezzature non alla vostra portata”.  

Presidente Chiarello che in un suo recente editoriale sulla rivista del Sindacato Unitario Specialità Ortognatodonzia ha elencato i 5 punti critici della pseudo collaborazione:  

1) Per l’art.13 del Codice Deontologico, “la prescrizione per prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione è esclusiva e non delegabile competenza del medico, ne impegna l’autonomia e responsabilità e deve seguire ad una diagnosi circostanziata o a fondato sospetto diagnostico”. Il collega che prende un’impronta senza diagnosi preventiva, contravviene al Codice deontologico ed è suscettibile di procedimento disciplinare. 

2) La responsabilità medico-legale e eventuale risarcimento, al contra- rio di quanto affermano tali aziende, è a carico dell’operatore. Ossia di chi interagisce col paziente in studio o in quello fornito dall’azienda.  

3) Allorchè l’azienda di allineatori invia un paziente al professionista, lede l’indipendenza e l’autonomia professionale nella diagnosi, terapia e nella predisposizione del piano di trattamento: difficilmente il professionista proporrà al paziente un dispositivo non fornito dall’azienda. 

4) La formulazione del preventivo e le tariffe proposte verrebbero gestite da terzi e non dal professionista, mero esecutore di presta- zioni prescritte da altri non meglio identificati. A proposito di tariffe, proporre “sconti” o “regali” è decisamente non conforme alla norma.  

5) Il Codice specifica infine che non si può pubblicizzare il marchio di un dispositivo su misura. Ed anche se la campagna è condotta dall’azienda, è riconducibile all’Odontoiatria al quale orienta i suoi “clienti”.    


Sull'argomento leggi anche:

01 Dicembre 2021: Ortodonzia conto terzi: le implicazioni medico legali

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