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08 Novembre 2022

Odontoiatri inglesi costretti a prescrivere antibiotici non necessari durante la pandemia

Da uno studio dell'Università di Manchester è emerso che le restrizioni legate al Covid-19, che hanno impedito ai dentisti di visitare personalmente i pazienti, hanno portato alla prescrizione inutile di antibiotici per trattare il dolore dentale

di Lorena Origo


Lo studio si è basato sul confronto dei dati sulla prescrizione di antibiotici dentali del National Health Service-NHS prima e durante la pandemia e su un sondaggio online fatto nel 2021 su 159 dentisti del NHS in tutta l'Inghilterra.

L'articolo è stato pubblicato sulla rivista British Dental in occasione della Settimana mondiale della sensibilizzazione agli antimicrobici (18-24 novembre) che vuole affrontare l'emergenza globale della resistenza agli antibiotici.

L'autrice principale dello studio – la dottoressa Wendy Thompson, odontoiatra del NHS e ricercatrice clinica presso l'Università di Manchester – ha dichiarato: “Dalla ricerca emerge che le restrizioni di Covid-19 hanno causato una profonda frustrazione tra i dentisti che hanno la consapevolezza che rispetto alle prescrizioni antibiotiche sono i trattamenti la soluzione più rapida e sicura per il mal di denti”.

“Infatti” prosegue “sebbene le infezioni dentali possano essere pericolose, la maggior parte dei mal di denti non è causata da un'infezione, quindi non è affatto utile somministrare antibiotici. Inoltre, anche le piccole infezioni possono essere trattate al meglio senza antibiotici".

Quando, a causa della mancanza di DPI di alta qualità, si è resa necessaria la chiusura degli studi odontoiatrici, i funzionari del NHS hanno detto ai dentisti di eseguire la diagnosi e di gestire le emergenze telefonicamente. Solo raramente i sanitari hanno potuto indirizzare i pazienti agli urgent dental centres (UDCs) appositamente allestiti per i trattamenti.

La metà degli odontoiatri intervistata in tutte le regioni dell'Inghilterra ha riferito che, durante la prima fase delle restrizioni legate al Covid-19 da marzo a giugno 2020, i loro rinvii a un UDC erano stati respinti perché il paziente non aveva prima assunto antibiotici.

Un dentista ha raccontato al team di ricerca: "Ho dovuto più volte mentire. Quando i pazienti avevano la pulpite (mal di denti causato da un'infiammazione, non da un'infezione) e l’antibiotico quindi non sarebbe stato indicato, ho detto loro di dire che lo avevano assunto per poter essere visitati all'UDC".

Un collega ha aggiunto: "Fino a quando non venivano sottoposti a terapia antibiotica l’UDC respingeva i pazienti”.

Poiché la professione odontoiatrica contribuisce per circa il 10% alla prescrizione di antibiotici nelle cure primarie del NHS, i dentisti sono profondamente consapevoli della necessità di fare la loro parte nell'affrontare la resistenza agli antibiotici prescrivendoli solo quando strettamente necessario e appropriato.

Quindi questa situazione per loro è stata estremamente negativa perché conoscono l'angoscia che il mal di denti grave irrisolto causa ai pazienti e sanno che è molto probabile che le infezioni dentali trattate solo con antibiotici si ripresentino e saranno più difficili da trattare la prossima volta.

Altresì, ciò espone le persone a un maggiore rischio di effetti avversi degli antibiotici, come mal di stomaco, grave allergia e, naturalmente, lo sviluppo di resistenza.

Nel primo anno della pandemia la prescrizione di antibiotici è aumentata del 12,1% a Londra (l'aumento più basso) e del 29,1% nell'Inghilterra orientale (il più alto). Meno della metà (68/140) degli intervistati era convinta dell’efficacia della diagnosi a distanza e solo un quarto (35/140) era fiducioso sul trattamento a distanza dei pazienti con dolore dentale acuto o infezione.

Oltre i tre quarti (109/139) di loro hanno prescritto più antibiotici durante il primo anno della pandemia di Covid-19 rispetto all'anno precedente.

Alcuni odontoiatri hanno sottolineato come tale gestione avesse avuto un effetto duraturo sulle aspettative dei pazienti sulla capacità di poter utilizzare gli antibiotici come alternativa ai trattamenti dentali.

Conclude la dottoressa Thompson: "Capire la necessità essenziale di utilizzare gli antibiotici in maniera non futile dovrebbe essere una conoscenza fondamentale per tutti coloro che sono coinvolti nella pianificazione, gestione e fornitura di servizi odontoiatrici. 

In caso di una futura pandemia, sarà pertanto prioritario assicurare che i team dedicati alle urgenze possano avere accesso agli essenziali presidi e DPI affinché tutte le persone con mal di denti o infezioni possano accedere direttamente alle cure dentistiche necessarie.

Lo studio “Understanding the impact of Covid-19 on dental antibiotic prescribing across England: ‘It was a minefield’” è disponibile a questo link.

 
 

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