Nel lavoro sono state valutate le evidenze scientifiche disponibili sui benefici di misure di prevenzione: ecco i consigli per gli odontoiatri ed i loro pazienti
Il tumore del labbro e del cavo orale nel 2020 è stato posizionato al sedicesimo posto nella classifica generale dei tumori, in Italia, sempre nel 2020, stime dell’Associazione registri tumori e AIOM accorpano i tumori del cavo orale a quelli di faringe e laringe, e indicano circa 9.900 nuove diagnosi e 4.100 vittime nel 2020.
L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), ha recentemente pubblicato un rapporto dedicato alla prevenzione dei tumori della bocca e del cavo orale valutato le evidenze scientifiche disponibili sui benefici di misure di prevenzione di vario tipo: dallo smettere di fumare all’abbandonare l’alcol, fino ai metodi di screening per i tumori del cavo orale.
Sul fronte dell’incidenza, IARC ricorda come questa varia in base alla zona geografica considerata.USA, Canada, la maggior parte dell’Europa (escluse Italia, Finlandia e Grecia), il Brasile, il Sudafrica e il Giappone presentano un andamento simile con una percentuale compresa fra il 3 e il 6 % di incidenza per tumore orale su una popolazione di 100.000 abitanti; la porzione di America centrale, America Latina, la maggior parte del territorio africano, la Cina e alcuni stati europei presentano un’incidenza minore al di sotto del 3% riferita alla stessa quantità di popolazione; infine l’Australia presenta un tasso più alto compreso fra il 6 e il 9% di individui colpiti da cancro orale e l’India e parte del sud-est asiatico hanno percentuali decisamente più alte che superano il 9% di incidenza.
L’insorgenza del tumore del cavo orale è causata da vari fattori, alcuni sono modificabili, come alcol e fumo di sigaretta, altri invece come il corredo genetico non possono essere cambiati; poi c’è l’ambiente esterno che è un fattore modificabile solo in parte in quanto non è totalmente controllabile; infine un’altra situazione a rischio risulta essere l’infezione da papilloma virus che possiede un tropismo per le mucose orali e che può portare a trasformazioni in senso neoplastico di questi tessuti.In alcune zone del sud-est asiatico l’abitudine del tabacco da fiuto rappresenta un rischio di sviluppare potenziali neoplasie maligne del cavo orale; inoltre anche per i consumatori dei prodotti derivanti dalle noci di betel si è potuto riscontrare un maggior rischio di sviluppare questo genere di tumori.
È molto importante, ricordano da IARC, sensibilizzare la popolazione su questi rischi, ma anche sulle modalità di prevenzione come: astensione dal fumo, ridotto consumo di alcol, inoltre si può intervenire sui fattori comportamentali che spingono le persone a praticare queste abitudini viziate oppure si può ricorrere all’utilizzo di farmaci atti ad aiutare il paziente nella cessione del vizio. È di rilevante importanza sottoporsi a visite specialistiche con maggior frequenza per quei pazienti che presentano un rischio più alto di sviluppare un tumore del cavo orale.
Durante la visita ambulatoriale, consiglia IARC, un’ispezione clinica e accurata di tutte le zone del cavo orale, comprese la lingua, la mucosa geniena, il palato, il labbro superiore e quello inferiore, sono fondamentali e non bisogna dimenticarsi di osservare globalmente il paziente nella zona del viso e del collo: qualsiasi alterazione o macchia presente in queste zone sono da indagare con prelievi istologici o radiografie, perché potrebbero rientrare tra le lesioni pre-cancerose del cavo orale, come la leucoplachia, l’eritroplachia, il lichen planus e le lesioni lichenoidi.
Si è per esempio notato che il rischio di sviluppare un tumore del cavo orale, per i forti consumatori di alcol, diminuisse in modo significativo man mano passassero gli anni dal momento in cui avevano smesso di bere; invece per quanto riguarda le terapie farmacologiche, che aiutano i pazienti a smettere di fumare, ci sono anche dei prodotti come le gomme da masticare alla nicotina, con però risultati contrastanti, nonostante si siano comunque potuti osservare un certo grado di effetti positivi.
Senza dubbio, concludono i ricercatori, una riduzione o astensione dai fattori di rischio come il fumo di sigaretta, l’alcol e seguire uno stile di vita sano porta a una diminuzione della possibilità di sviluppare un tumore del cavo orale, per questo motivo è importante sensibilizzare fin dalla giovane età sui rischi e sulle conseguenze che queste abitudini scorrette comportano e attuare programmi di controllo e di screening adeguati.
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