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22 Dicembre 2022

La preparazione verticale secondo la tecnica BOPT

Considerazioni del prof. Ignazio Loi per migliorare la biointegrazione tra il manufatto protesico e i tessuti parodontali

Valentina Viganò

Nelle riabilitazioni protesiche fisse supportate da denti naturali, uno degli obiettivi principali e più importanti è la biointegrazione tra il manufatto protesico e i tessuti parodontali. In occasione del Congresso in Barcellona Sepa SIdP Symposium 2022, sul tema è intervenuto il prof. Ignazio Loi (nella foto). Una problematica che può verificarsi a livello dell’interfaccia perio-protesica è la migrazione apicale del margine gengivale, che determina un fallimento estetico di varia natura, in base agli elementi dentari coinvolti, ha spiegato il dott. Loi. 

Nel momento in cui si presenta questa situazione, il dott. Loi dice di ricorrere a una nuova tecnica protesica da lui ideata, chiamata B.O.P.T. (Tecnica di Preparazione Biologicamente Orientata), con l’obiettivo di migliorare il rapporto tra il manufatto protesico e i tessuti parodontali.  Tecnica che prevede la preparazione del solco (di cui viene valutato il livello di attacco epiteliale attraverso l’uso di una sonda parodontale), poi si procede alla preparazione sottogengivale, in modo che la gengiva aderente possa conformarsi al profilo di emergenza protesico, sfruttando la capacità di adattamento dei tessuti.

La preparazione verticale –dice il dott. Loi riferito a questa tecnica- è un grande cambiamento, per il modo di vedere diversamente il rapporto tra la forma e lo spazio dell’elemento dentale e della gengiva”. 

Questo tipo di preparazione permette di avere un certo grado di libertà nell’interazione con i tessuti e con le forme gengivali, che non è sempre possibile avere con altri tipi di preparazioni, come per esempio la preparazione statica che ha invece misure ben definite dal punto di vista geometrico e il restauro finale è completamente diverso. La tecnica B.O.P.T. prevede anche il gengitage, cioè una preparazione intrasulculare sia verso gengivale, sia verso dentale utilizzando strumenti rotanti con un’invasione controllata del solco. 

Quando gli vengono chieste informazioni sugli spazi, il dott. Loi risponde che “le misurazioni millimetriche non esistono più da tanto tempo e che invece bisogna guardare la clinica, la guarigione dei tessuti, l’ispessimento dei tessuti, la forma e l’aumento della volumetria”.

La tecnica B.O.P.T risulta essere quindi molto innovativa nella chirurgia parodontale, perché permette di interagire completamente con tutta la sfera parodontale.

Sotto alcune considerazioni del prof. Loi sul tema raccolte durante una pausa del Symposium 2022.




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