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19 Gennaio 2023

Allineatori trasparenti per corrispondenza, quale è la percezione dei cittadini USA

Una ricerca pubblicata su JAMA esplora la percezione che il paziente ha del trattamento ortodontico e ipotizza le motivazioni che lo spingono ad acquistare l’allineatore sul web

Nor. Mac.

Se quella della vendita degli allineatori trasparenti via posta, in Europa, è ancora una pratica limitata e soprattutto vietata dal punto di vista normativo, negli USA questo avviene da tempo per via di una legislazione differente. Nonostante rivolgersi ad un negozio per farsi rilevare l’impronta digitale, ma anche in autonomia grazie al kit con il materiale da impronta fornito dall’azienda, e ricevere l’allineatore a casa sia oramai una soluzione utilizzata da molti pazienti negli Stati Uniti (anni fa Odontoaitria33 aveva raccontato come funziona), anche oltre Oceano ci si interroga sui rischi e se i cittadini ne siano consapevoli. 

In uno studio pubblicato su JAMA, la rivista scientifica dell’ADA (l’Associazione dei dentisti USA) gli Autori -un team di ricercatori della School of Dentistry dell'Università di Alberta, in Canada- hanno analizzato, attraverso un sondaggio realizzato su 1.362 persone in cura da ortodontisti o con allineatori acquistati direttamente dalle aziende, la percezione della complessità del trattamento ortodontico e di conseguenza i possibili motivi per cui si sceglie il fai da te e non ci si rivolge al professionista. 

Se l’aspetto economico è probabilmente il primo fattore di scelta nel rivolgersi direttamente all’azienda e non all’ortodontista, dalla ricerca emerge come il cittadino non si renda conto dei possibili rischi dell’ortodonzia per corrispondenza perché non riesce a valutare correttamente la complessità del suo caso

L’incremento di utilizzo di allineatori direttamente realizzati dalle aziende, scrivono i ricercatori, ha sollevato preoccupazioni per i potenziali rischi alla salute. Le società che offrono questo servizio, spiegano gli Autori della ricerca, affermano che i casi sono seguiti e pianificati da dentisti ma “nella maggior parte dei trattamenti, il paziente non viene mai visto clinicamente e ci sono stati casi ritenuti conclusi, in cui le problematiche estetiche e funzionali erano ancora presenti”. 

Criticità che vengono rilevate già visitando il sito web di queste aziende che, sempre secondo i ricercatori, non informerebbero correttamente i pazienti. Dei 21 siti valutati, solo il 38,1% informano i pazienti che una buona salute orale è essenziale prima del trattamento e solo il 9,6% raccomanda di procurare le radiografie prima del trattamento. 

Ed è proprio la scarsa informazione sui rischi ed il pensare di saper valutare la complessità del problema ortodontico, sembra stare alla base della scelta di affidarsi direttamente a queste aziende.   

Il sondaggio è stato svolto su 1.362 persone, il 79,3% dei partecipanti ha scelto un ortodontista per le cure mentre il 19,7% ha scelto di affidarsi direttamente ad una azienda ed ottenere l’allineatore a casa. 

Dalle risposte i ricercatori hanno rilevato come venga associata la scelta di rivolgersi all’ortodonzia per corrispondenza per i casi semplici, mentre al professionista per quelli complessi. I partecipanti erano 3,5 volte più propensi a scegliere il trattamento con allineatori per posta per un caso lieve rispetto a un caso complesso. La probabilità di scegliere lo stesso allineatore per un caso moderato scendeva a 1,8 volte sempre rispetto a un caso complesso.

Ma il paziente non è in grado di capire se i suoi problemi ortodontici rientrino tra i casi lievi o complessi, come i ricercatori hanno dimostrato chiedendo di identificare, da fotografia, una serie di casi ortodontici. 

Salvo l’affollamento dei denti, i partecipanti al sondaggio non hanno saputo giudicare gli altri fattori che influiscono sulla complessità del trattamento.

Sempre secondo quanto rilevato, i partecipanti di età compresa tra 18 e 45 anni hanno maggiori probabilità di scegliere di rivolgersi direttamente ad una azienda per realizzare l’allineatore rispetto quelli di età pari o superiore a 46 anni, più propensi a recarsi dall’ortodontista.
Interessante il dato che indica come la maggior parte dei genitori che hanno scelto un allineatore via posta, farebbe trattare i propri figli da un ortodontista. E questo probamente conferma quanto il fattore economico incida sulla scelta, più che la non conoscenza dei possibili rischi. 

Un altro fattore che confonde il cittadino, indicano i ricercatori, è il fatto che proprio grazie alle nuove tecnologie ed ai service, sempre più odontoiatri generalisti offrono terapie ortodontiche attraverso gli allineatori trasparenti e questo probabilmente ha confuso i pazienti sulle varie tipologie di figure professionali che possono occuparsi di ortodonzia: dentista generico e specialista. 

Le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori sono che quando il cittadino decide di affidarsi direttamente ad una azienda per la realizzazione di un allineatore lo fa ritenendo che il proprio caso sia semplice e facilmente risolvibile, sapendo che ci sono limiti per questo tipo trattamento. Ma non avendo le competenze e le informazioni necessarie per identificare la gravità del proprio caso, tendono a sottostimare la propria patologia ortodontica.


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