Le indicazioni e la documentazione da produrre in caso di lesioni precutanee, contaminazione con materiale potenzialmente infetto
Prevenire è sempre la migliore cura, anche in tema di sicurezza sul lavoro. Venerdì scorso Odontoiatria33 ha ricordato le misure di prevenzione da adottare per evitare di tagliarsi e pungersi ed anche per ottemperare a quanto indica il Decreto legislativo 19 del 19 febbraio 2014 "Attuazione della direttiva 2010/32/UE che attua l'accordo quadro in materia di prevenzione delle ferite da taglio o da punta nel settore ospedaliero e sanitario”. Può capitare che nonostante tutte le accortezze messe in capo, l’odontoiatra, l’igienista dentale o l’ASO possano comunque procurarsi delle ferite, d’altronde le manovre che questi operatori compiono comportano, sempre, potenziali rischi.
E nel caso di lesioni da taglio o da punta, con possibile contaminazione da materiale potenzialmente infetto, come si deve comportare il titolare di studio odontoiatrico?
A ricordarlo è il dott. Domenico Di Fabio, past president ANDI Milano e Monza che nel 2014, a ridosso della pubblicazione in GU del D.Lgs. 19 del 19 febbraio 2014, organizzò una serata per spiegare ai soci le norme introdotte dal nuovo decreto in cui tenne una relazione sul tema insieme al dott. Raffaele Latocca, medico del lavoro c/o San Gerardo di Monza ed il dott. Massimo Pozzi.
“In caso di lesione da taglio o da punta –dice ad Odontoiatria33 il dott. Di Fabio- si deve subito adottare delle procedure ben definite, quelle indicate nel proprio DVR, ma anche compilare una serie di documentazione che dovranno accompagnare l’operatore se sarà costretto a rivolgersi in pronto soccorso”.
Per quanto riguarda le procedure da attuare subito dopo la lesione:
1) Lavare subito la ferita
Per lezioni precutanee: (puntura con aghi o ferita con strumenti contaminati da materiale biologico)
In caso di contaminazione di mucose congiuntivali:
In caso di contaminazione delle mucose orali con materiale potenzialmente infetto:
Per contaminazione di cute lesa:
“Da ricordare –continua il dott. Di Fabio- che la contaminazione di cute integra con materiale biologico potenzialmente infetto non è considerata esposizione a rischio di trasmettere infezioni”.
2) Avvertire immediatamente il datore di lavoro l’RSPP.
3) Compilare la scheda di segnalazione dell’infortunio.
4) Informare dell’accaduto il paziente curato (se noto) con gli strumenti utilizzati e che hanno provocato la lesione all’operatore. In questo caso ottenere il suo consesso a un prelievo ematico.
5) Recarsi al più presto presso un pronto soccorso di un presidio ospedaliero in cui sia presente un reparto di malattie infettive, possibilmente insieme al paziente fonte.
In caso di infortuno il titolare di studio dovrà compilare la scheda di segnalazione infortunio, quella che potete scaricare al fono dell’articolo è suggerita dal dott. Di Fabio e mutuata da protocolli di fonte ospedaliera e adattata personalmente alla realtà dello studio odontoiatrico.
“Vi sono riportati gli strumenti da noi utilizzati in quanto, ai fini della valutazione del rischio, un conto è pungersi con ago da anestesia cavo e altro farlo con strumento endodontico per la diversa carica microbica che le due evenienze comportano. Del tutto differente è che i nostri dipendenti si pungano con uno strumento prima della procedura di decontaminazione, che lo subiscano dopo, che abbiano usato o meno guanti a spessore maggiorato durante le procedure di ricondizionamento degli strumenti”.
“Quindi –continua Di Fabio- mi sembra utile che il medico di pronto soccorso conosca le circostanze e le modalità di accadimento dell’infortunio, per consigliare e adottare la profilassi post esposizione più indicata. E farlo con indicazioni scritte è sicuramente più efficace che farlo “a voce”.
Dott. Di Fabio che conclude, “ritengo che queste considerazioni, anche se non nuove, siano utili da ricordare in un momento critico come questo soprattutto per le difficoltà economiche e sociali che stiamo affrontando. A volte per i nostri studi è più utile concentrarsi sulle “piccole cose” di valore pratico, che su proposte più politicamente corrette, ma le cui ricadute non si riescono a intravedere”.
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