Magenga (SIASO): siamo soddisfatti, il chiarimento evita problemi ai lavoratori ed agli studi odontoiatrici. Ora gli ASO potranno ancora raccogliere le ore di aggiornamento obbligatorio necessarie
Dalle Regioni un segnale, positivo, verso la risoluzione della problematica dell’aggiornamento obbligatorio pregresso per gli ASO. Rispondendo all’invito del Ministero della Salute in merito al quesito posto dal SIASO, il Coordinamento Regionale Tecnico Lavoro e Formazione Professionale ritiene che la data da cui decorre l’obbligo di aggiornamento per gli ASO sia il 18 maggio 2022.
Secondo il parere inviato al Ministero che l’ha inoltrato a tutte le Istituzioni, Associazioni e sindacati coinvolti, il primo DPCM (quello del 2018) che istituisce la figura dell’ASO “contemplava la fattispecie dell'aggiornamento professionale stabilendone solo l'obbligatorietà annuale e la durata”, almeno 10 ore ogni anno.
“Successivamente –continua la nota delle Regioni- l'Accordo del 7 ottobre 2021 ha stabilito la decorrenza di tale obbligo di aggiornamento annuale, a partire cioè dall'anno successivo alla data di acquisizione della qualifica/certificazione professionale ovvero, per gli esentati, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore dell'Accordo”. “A ben vedere –sostengono le Regioni-, il quadro giuridico di riferimento si è consolidato solo dopo l'adozione del Decreto di recepimento dell'Accordo del 7 ottobre 2021 (DPCM 9 marzo 2022), ovvero 15 giorni dopo la sua pubblicazione in GU (3 maggio 2022) e quindi il 18 maggio 2022”.
Per le Regioni solo da questa data è stata quindi “realmente precisata la decorrenza dell'obbligo di aggiornamento per tutte le diverse ‘categorie’ di utenti, sia qualificati che esentati dall'obbligo di formazione iniziale”. Per quanto riguarda all’ipotesi, indicata nella nota del febbraio scorso dal Ministero della Salute per risolvere la problematica dell’aggiornamento pregresso degli ASO, ovvero un nuovo provvedimento normativo, le Regioni “considerato il lungo iter di approvazione del primo Accordo, le numerose proroghe, il successivo Accordo - anch'esso raggiunto dopo ampie discussioni e confronti - che ha revisionato sostanzialmente il precedente”, ritengono che un nuovo “intervento di carattere normativo affiderebbe a tempi incerti e a soluzioni tutte da discutere la risposta a problemi attuali e pressanti dei datori di lavoro e dei lavoratori”.
La proposta delle Regioni è quella di “propende come Istituzioni per l'assunzione di una posizione di tutela nei confronti dei lavoratori, da rappresentare con un'interpretazione condivisa tra Ministero e Regioni, supportata dall'evidenza che solo nell'ultimo Accordo è stata chiarita la decorrenza dell'aggiornamento professionale obbligatorio”.
Quindi se passerà questa linea, gli ASO già qualificati e quelli esentati alla qualifica hanno tempo fino a maggio del 2023 per mettersi in pari con le ore di formazione obbligatoria.
“Siamo soddisfatti della risposta delle Regioni e speriamo che questa linea venga accolta anche dal Ministero”, commenta ad Odontoiatria33 il Segretario del SIASO Fulvia Magenga.
“Con il nostro interpello abbiamo voluto sollevare il problema dell’aggiornamento pregresso per avere una posizione ufficiale evitando che l’obbligo fosse interpretato in modo estremamente restrittivo, come abbiamo visto, fino al licenziamento di alcuni colleghi. Se verrà accolta la posizione delle Regioni, cosa che mi auspico, gli ASO in possesso di attestato di qualifica o di esonero prima del 18 maggio 2022, avranno tempo fino a maggio 2023 per seguire le 10 ore di aggiornamento previste. Per coloro che otterranno l’attestato quest’anno, ricordo che l’obbligo di aggiornamento scatterà 12 mesi dopo la data in cui hanno conseguito l'attestato e dovrà essere onorato annualmente sempre considerando la data del conseguimento dell’attestato”.
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