I 5 elementi da considerare per rendere il proprio studio un ambiente di lavoro piacevole e che allo stesso tempo offra al paziente una esperienza positiva. I consigli dell’Architetto Tradati di IMETA srl
L'architettura dello studio odontoiatrico è un elemento fondamentale per garantire un ambiente confortevole ed efficiente per i pazienti e il Team odontoiatrico. Un design ben pensato può influenzare positivamente l'esperienza del paziente, migliorare l'efficienza delle operazioni quotidiane e creare un ambiente di lavoro piacevole per il personale.
Questi i 5 elementi che per l’architetto Alberto Tradati dello studio IMETA SRL (società specializzata in architettura medica) devono essere considerati.
1. Complementi Arredo
Carte da parati, dipinti, fotografie, murales, statue vengono sempre piò spesso impiegati anche in contesti sanitari. Se in passato gli studi dentistici tendevano a ripetere schemi convenzionali, oggi non è più così.il mercato offre grande varietà e possibilità di scelta, permettendo di uscire dagli stereotipi più comuni. Il consiglio: scegliere ciò che più ci piace senza dimenticare il contesto ed il target di riferimento.
2. Aree di attesa versatili
Le zone di attesa tendono oggi ad essere luoghi funzionali e versatili.Anche in ambito sanitario è sempre più facile trovare prese, prese usb, piani di appoggio che consentano al paziente di dedicarsi ad uno svago o di continuare l’attività lavorativa.Oggi l’attesa tende ad essere “attiva”, favorendo il paziente. Il consiglio: offrire ciò che la tipologia di paziente richiede.
3. Requisiti dei materiali
La scelta dei materiali è divenuta sempre più rilevante in questi ultimi anni, con ogni probabilità anche la Pandemia ha contribuito ad accelerare questa tendenza. Oltre all’indubbia importanza dell’estetica e del comfort, si dà oggi sempre più rilievo alla tipologia delle superfici, alla loro facilità di igienizzazione.I Committenti sono sempre più interessati ad avere materiali a basso impatto ambientale, prediligendo materiali che provengono da fonti rinnovabili e che siano ecosostenibili.A solo titolo di esempio si pensi che oggi esistono sul mercato pavimenti con superfici in ceramica fotocatalitiche, antibatteriche, antivirali e antinquinamento.Il consiglio: chiedere sempre le schede tecniche dei prodotti per meglio comprenderne le potenzialità
4 – illuminazione
La progettazione illuminotecnica può essere condotta con varie tecniche che comportano diversi livelli di complessità e di impegno, sia in termini di tempo che di denaro.Per ogni lampada prescelta è necessario conoscere la qualità della luce e la colorazione, l’efficacia di illuminamento e il flusso luminoso emesso, anche in funzione della potenza impiegata e della durata di vita.Il consiglio: ogni ambiente ha necessità diverse, per questo una zona di attesa necessita di un’illuminazione e una resa dei colori diversa da una zona prettamente operativa.
5 - Wayfinding
Il concetto di wayfinding nasce negli anni ’60 ad opera dell’Architetto urbanista Kevin Lynch. Il Suo significato letterale è “trovare la strada” e con questo termine si fa riferimento a tutto ciò che consente di orientarci in ambienti che non conosciamo.Questo concetto viene oggi declinato anche nelle strutture sanitarie attraverso la progettazione di targhe segnaletiche, pellicole, cartelli e di tutto ciò che consente ai pazienti di “trovare la strada”.Spazi pensati per un adulto che cammina autonomamente, ci vede bene e non ha problemi cognitivi non sono ovviamente adatti a chi si muove in sedia a rotelle che, per esempio, può avere difficoltà a vedere indicazioni poste molto in alto sulle pareti; ad una persona ipovedente che faticherà a leggere scritte chiare o ad un bambino che ogni probabilità troverà incomprensibili simboli complessi.Il consiglio: rendere la segnaletica gradevole e funzionale, mettendo al centro la persona e le sue esigenze.
A cura di: Imeta srl società specializzata in architettura medica
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