HOME - Approfondimenti
 
 
01 Dicembre 2023

Lesioni da morso nella risoluzione di crimini: valgono come prove?

Considerati per molto tempo elementi utili o cruciali per l’ottenimento di condanne, negli anni si sono appurate criticità concernenti i rilievi identificativi delle lesioni da morso che hanno portato a verdetti di ingiusta condanna. Attualmente l’orientamento è quello di abbandonare l’utilizzo esclusivi dei bitemarks come prova giudiziale


I denti, oltre alla loro funzione principale legata alla masticazione, possono essere utilizzati come arma per attaccare o per difendersi da eventuali aggressioni.

L’analisi delle lesioni da morsicatura (bitemarks) avviene solitamente in casi di violenza sessuale, omicidio e abuso di minori ed è stata ampiamente utilizzata per identificare vittime di crimini violenti e potenziali sospettati, allo scopo di risolvere i casi criminali.

Dei bitemarks in odontologia forense ne parlano i dottori Massimo Sciarra, Pietro Messina e Giuseppe Alessandro Scardina su Dental Cadmos di ottobre.

I bitemarks possono essere riscontrati, all’interno di una scena del crimine, su cibo, oggetti o pelle umana. Sul volto è molto frequente trovarne su naso, orecchie o labbra; per quanto concerne il corpo, sovente si riscontrano segni sulle estremità superiori e inferiori.

In caso di aggressioni riconducibili a crimini a sfondo sessuale, spesso si può verificare la presenza di morsi multipli ed è frequente rilevarne a livello del seno o degli organi genitali.  

L’individualità della dentizione
Le tecniche analitiche, nel corso degli anni, si sono basate sull’individualità della dentizione umana. Caratteristiche come forma, grandezza e posizionamento degli elementi dentali, usure, ricostruzioni e presenza di manufatti protesici possono essere di grande aiuto relativamente all’identificazione di un possibile sospettato.

Esistono diversi metodi identificativi che, nel tempo, sono andati incontro a numerosi cambiamenti legati all’evoluzione tecnologica e allo sviluppo di software capaci di fornire una notevole accuratezza e precisione riguardo all’analisi dei dettagli e ridurre il margine d’errore.

Tuttavia, nel corso degli anni sono state appurate diverse criticità concernenti i rilievi identificativi delle lesioni da morso.  

Le criticità
A partire dagli anni 2000 sono state abbandonate le certezze in merito alla possibilità di pervenire a un’identificazione univoca basata esclusivamente sull’analisi dei bitemarks: le problematiche relative all’attendibilità delle prove prodotte in giudizio, che hanno portato anche all’emissione di ingiuste condanne, hanno spinto la comunità scientifica a riconsiderare l’unicità dei segni inflitti dalla dentizione umana sul tessuto tegumentario.

La moderna ricerca scientifica asserisce che gli odontologi forensi abbiano sostenuto per anni, erroneamente, la teoria dell'unicità della dentizione umana e abbiano sottovalutato fattori critici quali le distorsioni dei segni dei denti inflitti sulla pelle. In virtù di tali osservazioni, l’orientamento odierno evidenzia l’impossibilità di giungere a risultati esatti di identificazione basati esclusivamente sull’analisi dei bitemarks, soprattutto in assenza di conferme fondate su esami complementari quali, per esempio, l’analisi del DNA o le impronte digitali.

Un esempio emerge dai risultati di uno studio realizzato nel 2015 da Adam Freeman, past president dell’American Board of Forensic Odontology, e da Iain Pretty, professore dell’University of Manchester, che hanno mostrato notevoli lacune per quanto concerne la valutazione soggettiva delle lesioni. Il lavoro di ricerca è consistito nell’analisi, da parte di 38 odontoiatri, di diversi segni inflitti sulla pelle umana di 100 soggetti, volta a segnalare quali di questi fossero derivanti da lesioni da morsicatura.

I risultati hanno mostrato conclusioni fortemente discordanti: nella quasi totalità dei casi gli odontoiatri hanno fornito pareri dissimili relativamente all’effettiva identificazione dei bitemarks, concordando all’unanimità solamente in 4 occasioni.  

L’orientamento attuale
Oggi gli stessi odontologi forensi stanno adottando un atteggiamento più prudente e riflessivo per quanto concerne la produzione di prove basate sull’analisi dei bitemarks durante i processi, così come le linee guida redatte dall’American Board of Forensic Odontology potrebbero essere soggette a future variazioni.

L’attuale ricerca scientifica sconsiglia di tenere in considerazione le eventuali prove giudiziali inerenti alle sole lesioni da morsicatura durante i processi criminali in attesa che vengano intrapresi lavori di ricerca scientifica volti ad apportare novità significative per la comunità scientifica forense relativamente allo studio di protocolli e metodologie analitiche che permettano di fornire prove certe da produrre durante i processi penali al fine di identificare, oltre ogni ragionevole dubbio, gli individui sospettati di crimini violenti.  

Per approfondire:

L’articolo I bitemarks in odontologia forense: aspetti, metodologie di studio e criticità analitiche - di Massimo Sciarra, Pietro Messina e Giuseppe Alessandro Scardina - è stato pubblicato su Dental Cadmos: potete leggere la versione integrale a questo link.

 
 

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

La salute orale è parte integrante del benessere della persona: non riguarda soltanto l’estetica del sorriso, ma anche prevenzione, funzione, comfort e...


L'edizione 2027 è dedicata alla prevenzione orale e propone informazioni per i cittadini su igiene, carie, salute gengivale e controlli odontoiatrici ...


Eletto a Genova il Consiglio direttivo per il triennio 2027-2029, che entrerà in carica il 1° gennaio. Per la prima volta partecipano due soci affiliati ...


 
 

Prorogati fino al 22 ottobre 2027 i lavori del Tavolo tecnico sulla medicina di precisione e prescrittomica. Previsti approfondimenti sulla farmacogenomica e...


Dal rapporto tra diabete e parodontite al ruolo delle tecnologie digitali, il presidente e CEO di Curasept indica le sfide per l’odontoiatria: più...


Altri Articoli

A Napoli la Procura ha aperto un fascicolo sulla chiusura improvvisa di una clinica che ha lasciato circa 150 pazienti con terapie implantari e protesiche...


Dal 33° Congresso nazionale dell’Associazione Italiana Odontoiatri, Vincenzo Musella e Mariagiovanna Cotugno chiedono una collaborazione tra libera...


La salute orale è parte integrante del benessere della persona: non riguarda soltanto l’estetica del sorriso, ma anche prevenzione, funzione, comfort e...


 
 

L’Assemblea del CNEL ha approvato una proposta di disegno di legge, nata nella Consulta del lavoro autonomo coordinata da Confprofessioni. Il testo rende...


La Commissione Affari sociali della Camera ha approvato l’emendamento che inserisce “odontoiatra” all’articolo 1,...


All’Ordine dei medici e degli odontoiatri di Sassari i vertici ENPAM hanno presentato i dati provinciali: nel 2025 sono stati erogati 24,16 milioni di euro...


 
 

In una lettera alla Commissione Affari sociali della Camera, FNOMCeO e CAO nazionale chiedono che le società che esercitano l’odontoiatria adottino come...


Un decreto interministeriale rende operativo l’esonero previsto dal Decreto Salario giusto per i datori di lavoro certificati secondo la prassi UNI/PdR...


Nel ddl di Bilancio 2027-2029 ci sono il forfettario esteso fino a 100mila euro di compensi e lo scaglione IRPEF al 33% fino a 55mila euro, solo per il 2027....


 
 

La sesta sezione penale ha respinto il ricorso di un odontotecnico condannato per aver lavorato come dentista in uno studio da lui organizzato, dove un...


I titolari di studio con dipendenti assunti con il CCNL Studi professionali sono già coperti, chi lavora da solo può aderire volontariamente. Per il 2027 si...


Gli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo hanno impugnato la...


 
 

Il presidente della CAO di Cuneo Gian Paolo Damilano risponde alla lettera del dottor Salzano: il sistema disciplinare prevede più gradi di giudizio e...


Il Tribunale di Roma ha condannato in primo grado a un anno e sei mesi, con pena sospesa, una dottoressa iscritta all’Ordine di Roma per calunnia e...


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi